Nominato il rappresentante del comune presso la Fondazione
Il comune ha scelto Roberto CArtasegna, architetto esponente del M5S. Bocciati i curriculum degli esponenti di centro sinistra, che non avevano i requisiti, scelta obbligata tra un grillino e due di centor destra. Ma la Fondazione potrebbe non ratificare la nuova nomina: i dettagli
Il comune ha scelto Roberto CArtasegna, architetto esponente del M5S. Bocciati i curriculum degli esponenti di centro sinistra, che non avevano i requisiti, scelta obbligata tra un grillino e due di centor destra. Ma la Fondazione potrebbe non ratificare la nuova nomina: i dettagli
TORTONA – Undici curriculum sono stati presentati in comune alla scadenza del bando per le manifestazioni di interesse per la nomina del rappresentante del comune nell’organo di indirizzo della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, dopo che l’amministrazione Bardone ha aperto il bando per tale nomina, ritenendo illegittima l’individuazione dello storico Italo Cammarata fatta dalla giunta Berutti nel periodo in cui quest’ultima era in carica solo per ordinaria amministrazione. I nominativi tuttavia non erano tutti accettabili; non più di un paio possono effettivamente essere presi in considerazione. Per il rappresentante da nominare, la Fondazione ha infatti posto condizioni parecchio stringenti, in particolare in merito ai requisiti di competenze e pubblicazioni in materia di arte e cultura. La scelta alla fine è caduta su Roberto Cartasegna, architetto ed esperto di storia urbanistica locale.Alla fine nessun appetito politico della maggioranza che governa la città è stato possibile placare attraverso questo incarico, forse il motivo principale per cui la giunta ha scelto di riaprire il bando: ciò perchè il prescelto è un esponente della sezione tortonese del MoVimento Cinque Stelle, pure partecipante alla selezione per le selezioni mediante cui il blog di Beppe Grillo aveva individuato i candidati alle Regionali.
Poco fondate quindi le ipotesi di un “beu geste”del sindaco Bardone, con cui propagandisticamente si era vestita l’eventualità di nominare un rappresentante culturalmente vicino a forze di opposizione. Il sindaco in realtà ha dovuto, come si suol dire, fare il vino con l’uva a disposizione, per cui tra i candidati in possesso dei requisiti lo spazio politico di manovra era veramente esiguo.
Solo tre curriculum erano ricevibili: oltre al “grillino” Cartasegna, quelli di Piero Moccagatta, avvocato e già presidente della Fondazione stessa, e di Tino Migliora, architetto già presidente dell’assemblea dei soci in Fondazione, entrambi vicini culturalmente al centro destra.
Se quindi l’obiettivo era offrire una opportunità di gettone di presenza in più per qualche figura vicina ad alcune liste facenti parte della coalizione vincitrice delle elezioni, il risultato è stato premiare però altri profiili, dato che né Sandro Basiglio né Corrado Bnadeo, per citare due persone che avevano presentato il curriculum al primo bando, potevano avere il quid richiesto dalla Fondazione.
Ora però i giochi non sono ancora fatti: occorre infatti contare che la nomina potrebbe anche non essere ratificata, dal momento che la stessa Fondazione è in attesa della pronuncia del ministero delle finanze in merito alla revoca della nomina del rappresentante scelto dalla giunta Berutti. Se il ministero affermasse che una nomina può avvenire anche quando la giunta è in carica per ordinaria amministrazione, non ci sarebbe revoca che tenga e Italo Cammarata, che ha i titoli necessari oltre a un’equidistanza dalla politica che non fa mai male, verrebbe ufficialmente ratificato nella nomina.