In agitazione le forze di polizia provinciali
Grave la situazione in provincia di Alessandria: non ci sono risorse, mezzi, divise e le sedi Polfer delle stazioni di Tortona e Arquata Scrivia e l'ufficio della Polizia Postale di Alessandria rischiano da tempo la chiusura. "Situazione intollerabile", denuncia il Coisp
Grave la situazione in provincia di Alessandria: non ci sono risorse, mezzi, divise e le sedi Polfer delle stazioni di Tortona e Arquata Scrivia e l'ufficio della Polizia Postale di Alessandria rischiano da tempo la chiusura. "Situazione intollerabile", denuncia il Coisp
PROVINCIA – Senza risorse, senza mezzi, senza divise. In breve, senza gli opportuni mezzi per combattere la criminalità, lo scopo più importante. É questa la fotografia della grave situazione che stanno vivendo le forze di Polizia. Gli effetti di tagli e manovre economiche si fanno sentire non solo a livello nazionale, ma ricadono pesantemente sul territorio locale. A “scattare” questa fotografia e a descrivercela è Carlo Rosso, segretario provinciale Coisp, che spiega: “Non abbiamo fondi, che dovrebbero essere messi a disposizione per poter operare in maniera efficiente. I mezzi forniti sono inadatti. Non ci sono soldi nemmeno per l’acquisto delle divise. Si tratta di una situazione intollerabile, che perdura da troppo tempo”.
Lo stato di cose, già difficile, potrebbe andare a peggiorare nel caso in cui si decidesse di chiudere anche i presidi sul territorio. Le sedi Polfer delle stazioni di Tortona e Arquata Scrivia e l’ufficio della Polizia Postale di Alessandria rischiano da tempo la chiusura. “Non si sa quali decisioni verranno assunte in merito – precisa Rosso – perché non abbiamo più avuto incontri e non ci sono state più comunicate notizie. Se queste sedi dovessero chiudere, sarebbero gli utenti a doverne pagare le conseguenze. La Polizia Postale di Alessandria, ad esempio, si occupa di raccogliere le denunce riguardanti i reati informatici. Se chiudesse questo presidio, la mole di lavoro si riverserebbe sulla Questura di Alessandria, che è già in difficoltà a gestire una quantità ingente di pratiche”.
La Polizia e le sigle sindacali sono in stato di agitazione. É notizia di pochi giorni fa che il governo ha annunciato il blocco salariale nella pubblica amministrazione, forze dell’ordine comprese. Se forte è la presa di posizione dello Stato, altrettanto irremovibile è la risposta di chi obbedisce ai suoi ordini. “Non abbiamo chiesto aumenti di stipendi o di non contribuire a sanare la grave crisi che attanaglia l’Italia – eplica, rivolto al premier Matteo Renzi, Franco Maccari, segretario generale del sindacato indipendente di Polizia -. Abbiamo chiesto il rispetto che ci è dovuto perché ce lo guadagniamo ogni giorno in mezzo alla strada, in condizioni di tale disagio che neppure lei, con tutta la sua effervescente inventiva, potrebbe mai immaginare. Siamo qui a dire con la dovuta chiarezza, con la necessaria fermezza, e con la consueta correttezza, perché questo è il compito che i colleghi ci hanno assegnato e che ci onoriamo di svolgere, che non è giusto perseverare in trattamenti altamente discriminatori rispetto a tutti gli altri cittadini solo perché non ci è consentito scioperare o perché, per lavoro e per devozione, noi obbediamo a degli ordini”.