L’omicida tortonese ai carabinieri: “Ho giustiziato mia sorella”
Subito dopo l'assassinio della sorella Michela, l'omicida, Carlo Garrone, ha confessato ai carabinieri. Due fratelli da sempre in lite
Subito dopo l'assassinio della sorella Michela, l'omicida, Carlo Garrone, ha confessato ai carabinieri. Due fratelli da sempre in lite
TORTONA – Ha confessato, chiamando spontaneamente i carabinieri dopo il gesto, il tortonese Carlo Garrone, che mercoledì mattina ha ucciso con quattro colpi di fucile la sorella Michela. I due fratelli, rispettivamente 73 e 69 anni, vivevano presso la cascina Balia, in strada Paghisano, sulle colline in prossimità della città, a poche centinaia di metri da dove ha sede la residenza Lisino, ed erano perennemente in lite e in disaccordo.
L’uomo, pensionato, in precedenza agricoltore, aveva continui burrascosi confronti con la sorella, maestra in pensione, al punto che la stessa aveva anche preso un alloggio in centro a Tortona proprio per staccarsi temporaneamente dalle continue discussioni. I due vivevano in due case adiacenti, l’una di fronte all’altra, separate da un cortile comune.
Carlo Garrone, dalla sua casa, ieri mattina ha visto uscire la sorella e prima che questa salisse in macchina, ha esploso due colpi che hanno colpito Michela Garrone alla schiena: la donna si è voltata per capire che cosa stesse accadendo ed è stata colpita al petto da un altro colpo esploso dal fucile, regolarmente detenuto dal fratello. Lo stesso Garrone ha poi telefonato ai carabinieri di Tortona, dichiarando spontaneamente l’omicidio con queste parole: “Ho giustiziato mia sorella”. Da qui l’arresto e la soluzione del caso, visto che si tratta in pratica di un omicidio volontario reo confesso. Sul posto nella mattinata di mercoledì, poco dopo le 9, sono giunti i carabinieri della compagnia di Tortona, diretta dal capitano Roberto Ghiorzi, per i rilievi coordinati dal luogotenente Mario Giardino, poi supportati da militari del Ris.