Garrone si avvale della facoltà di non rispondere
L'omicida della sorella non depone al primo interrogatorio, ma il fatto di essersi spontaneamente accusato del delitto chiamando i carabinieri non lascia dubbi sulla dinamica dell'accaduto
L'omicida della sorella non depone al primo interrogatorio, ma il fatto di essersi spontaneamente accusato del delitto chiamando i carabinieri non lascia dubbi sulla dinamica dell'accaduto
TORTONA – Nessuna dichiarazione ai giudici, ma questo non dovrebbe mutare la posizione processuale né lo sviluppo delle indagini sull’omicidio all’interno della famiglia Garrone, avvenuto mercoledì mattina. Il fatto che Carlo Garrone abbia chiamato i carabinieri per consegnarsi spontaneamente dopo avere assassinato la sorella lascia comunque intendere la situazione prossima al reo confesso per omicidio volontario, anche se ieri al primo interrogatorio dopo essere stato condotto al carcere don Soria di Alessandria l’uomo abbia scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere ai giudici e non abbia reso alcun particolare sull’accaduto.
Rimangono le prove, oltre alla telefonata con cui Garrone si è consegnato: la sorella Michela è stata da lui uccisa con due colpi di fucile da caccia alla schiena e altrettanti al petto, quando si è girata dopo i primi colpi per rendersi conto di cosa stava accadendo. E nelle parole della prima telefonata, piena convinzione per quanto commesso: “Ho giustiziato mia sorella”, ha dichiarato il Garrone. “E avrei dovuto farlo già vent’anni fa”. Tante liti continue, non connesse ad eredità come sulle prime poteva apparire. I due non sono sposati e non hanno figli, l’eredità dei genitori era stata sistemata e ripartita anni fa. Unico argomento poteva esser il futuro della cascina in cui vivevano. Ma in realtà le questioni sono frutto di cattivi rapporti atavici, antipatia reciproca. Al punto che Michela Garrone, la vittima, aveva anche affittato anni fa un appartamento in centro a Tortona dove si trasferiva temporaneamente per evitare di litigare continuamente con il fratello. Si attende il nulla osta per fissare le esequie della donna, maestra in pensione, conosciuta in città.