Il comune varia il carico fiscale su qualche categoria economica
Ilm bilancio è ingessato e molte spese sono incomprimibili, la pressione fiscale è elevata, ma l'amministrazione comunale prova a spostare leggermente il carico della Tasi dalla ristorazione e commercio alimentare alle banche: l'obiettivo è una riduzione generalizzata delle tasse nei prossimi esercizi. Ecco come
Ilm bilancio è ingessato e molte spese sono incomprimibili, la pressione fiscale è elevata, ma l'amministrazione comunale prova a spostare leggermente il carico della Tasi dalla ristorazione e commercio alimentare alle banche: l'obiettivo è una riduzione generalizzata delle tasse nei prossimi esercizi. Ecco come
TORTONA – Il comune riduce leggermente le tasse per alcuni esercizi commerciali, aumenta invece l’aliquota per gli i istituti bancari. Non c’è molto margine di manovra, in un bilancio condizionato da disavanzo pregresso e spese incomprimibili, per cui alla discrezionalità politica non resta che la leva delle entrate fiscali, sia pure con margini operativi ridottissimi, ma pur sempre un modo per stabilire priorità politiche.
L‘introduzione della Tasi al 2,5 per mille si è resa necessaria per via dei tagli ai trasferimenti erariali decisi dallo Stato, ma l’amministrazione ha quantomeno esentato gli affittuari e non ha applicato l’ulteriore 0,6 per mille che pure la legge avrebbe consentito di introdurre. Sulle seconde case non ci sarà la Tasi, un’esenzione voluta anche perchè su queste rimane l’Imu all’aliquota massima del 6 per mille, mentre la Tari vedrà una leggera rdiuzione per tutti, dovuta alla cancellazione di una piccola quota dovuta allo Stato.
Sulla Tari qualche modifica che agevola le attività di somministrazione: la quota a carico di ristoranti e pizzerie è ora 19,93 euro al mq, contro i 26,62 precedenti, per le birrerie scende da 23 a 18,87 euro al mq, per negozi di ortofrutta e pescherie cala da 34 a 25 euro, così come per gli ambulanti che al mercato commerciano in generi alimentari, ridotta da 32 a 29 euro. Per la tassa rifiuti pagheranno qualcosa in più invece le banche, la cui aliquota rincara da 2,92 a 4,36 euro per mq. L’auspicio dell’assessore al bilancio Gianfranco Semino è comunque di andare nel 2015 a una progressiva riduzione generalizzata delle imposte, cercando di agire dal lato della spesa: incomprimibili i 4.600.000 euro annui di quota per i rimborso mutui, così come i 7 milioni di costo del personale, si conta di rivedere con nuove gare appalti scaduti e tuttora in proroga oppure in scadenza, quali l’illuminazione pubblica, magari eliminando la presenza di due gestori differenti a seconda dei punti luce, con conseguenti differenti costi di manutenzione e approvvigionamento di energia, per un costo complessivo di 1.800.000 euro, oppure come la gestione del riscaldamento negli edifici comunali, che oggi pesa 1.150.000 euro e potrebbe essere contenuta con l’uso di fonti di energia meno onerose, oppure, principalmente con l’obiettivo di abbattere il costo di 6.071.000 euro spesi ogni anno per la raccolta rifiuti, di cui circa 4,5 alla società Gestione Ambiente per la raccolta e il rimanente al consorzio Srt per lo smaltimento in discarica. Attraverso la società Atm si potrebbe contenere i costi, individuando mediante gara un partner privato con cui svolgere il servizio: secondo i calcoli del sindaco Gianluca Bardone e dell’amministrazione comunale si potrebbe risparmiare il 30 per cento delle spese di raccolta.