Pacificato il clima politico in consiglio comunale
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Pacificato il clima politico in consiglio comunale

L'amministrazione Bardone consegue il risultato inedito di non avere voti contrari nemmeno dalla minoranza sul documento contenente le linee generali di mandato. Verso un nuovo clima politico di condivisione. L'analisi delle possibili ragioni di tale risultato

L'amministrazione Bardone consegue il risultato inedito di non avere voti contrari nemmeno dalla minoranza sul documento contenente le linee generali di mandato. Verso un nuovo clima politico di condivisione. L'analisi delle possibili ragioni di tale risultato

TORTONA – L’ultima seduta del consiglio comunale si è incentrata sull’approvazione delle linee generali di mandato, oltre che su alcune interpellanze della minoranza: una sulla tutela dei lavoratori Asmt che rischiano il posto di lavoro dopo la cessione delle quote aziendali a privati e la successiva operazione di scorporo di alcuni servizi; in questo caso il sindaco, in qualità di referente del comune di Tortona che è stazione appaltante per il servizio di distribuzione del gas per diverse decine di comuni, ha fatto intendere di piazzare vincoli precisi nell’appalto al fine di tutelare i lavoratori. L’altra mozione riguardava la richiesta formulata da tutti i gruppi di minoranza di avviare una commissione di indagine sull’ispezione del ministro delle finanze, proposta accolta all’unanimità.

Nessun voto contrario alle linee programmatiche di mandato. Il risultato ha dell’eclatante, se si considera che il passaggio, puramente simbolico ma politicamente significativo, difficilmente riesce a superare le barriere degli schieramenti elettorali, trattandosi in genere di una mera proiezione, sui banchi del consiglio comunale, del programma elettorale. Invece il sindaco Gianluca Bardone e l’amministrazione in carica ottengono un risultato che a memoria non si ricorda, dal momento che tutta la minoranza si è astenuta, oltre naturalmente al voto favorevole in minoranza. Si tratta di un voto puramente programmatico, senza particolari riscontri pratici, ma che in questi termini diventa politicamente significativo, ancora di più se si considera che la minoranza consiliare è frantumata in quattro gruppi, cumulabili in tre coalizioni.

Tradotto in termini pratici, il voto di astensione significa qualcosa del tipo: “Non siamo pregiudizialmente ostili, vedremo come agirà l’amministrazione, sperando che operi secondo l’interesse generale”. Quali possono essere le ragioni alla base di un simile atteggiamento? Da un lato l’atteggiamento dialogante manifestato dal sindaco e dalla maggioranza fin dall’inizio, coinvolgendo la minoranza in tute le sue componenti nelle cariche di controllo, ad esempio votando un presidente di minoranza per commissioni consiliari chiave come bilancio e urbanistica, assegnate a M5S e Fi, oppure nominando come rappresentanti comunali negli enti anche persone scelte tra le fila delle liste di minoranza, come accaduto per Csr con un esponente di lista civica Nuova Tortona e, se non ci fossero stati intoppi formali, alla Fondazione CrTortona con un esponente M5S, oppure coinvolgendo fattivamente il capogruppo M5S nell’osservatorio ambientale di prossima costituzione, oppure ancora accogliendo la richiesta della minoranza e votando a favore della costituzione di una commissione di indagine sulla relazione dell’ispezione del ministero della finanza in merito al bilancio comunale, richiesta formulata al consiglio comunale da tutta l’opposizione proprio l’altra sera.

Dall’altro lato, questo accoglimento favorevole delle linee programmatiche, si spiega anche con alcune obiettive necessità che la politica non fallisca, in un momento delicato per la città, e con alcune emergenze che non possono comunque non essere sottoscritte da entrambe le parti del consiglio comunale, come ad esempio tutela ospedale, Inps, Polfer, emergenza edifici scolastici, conti pubblici in difficile equilibrio, tutte problematiche ereditate dagli anni recenti a cui le soluzioni paiono in qualsiasi modo univoche,temi con cui chiunque fosse andato a governare la città si sarebbe trovato a confrontarsi e per i quali non sono certamente individuabili soluzioni creative.

In ogni caso, un risultato che fa sperare in una politica finalmente pacificata,
dopo qualche veleno finale in campagna elettorale, e che politicamente evidenzia forse il superamento di certi steccati ideologici tra destra, sinistra, battitori liberi e civismo, in nome della concretezza delle soluzioni, ferme restando le differenze di priorità e sensibilità che caratterizzano i programmi di ciascuna parte, senza le quali non avrebbe senso per il cittadino operare scelte politiche. Ma la sensazione è che globalmente all’ultimo consiglio comunale sia stata varata una pagina nuova nei rapporti politici cittadini.

 

 

 
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