Commercio: “crisi drammatica, le iniziative del Comune non possono bastare”
I problemi del commercio, tra crisi economica, disparità tra grande e piccola distribuzione, efficacia delle manifestazioni
I problemi del commercio, tra crisi economica, disparità tra grande e piccola distribuzione, efficacia delle manifestazioni
TORTONA – Il commercio tortonese sta vivendo un momento di grandissima sofferenza e le soluzioni non paiono a portata di comune, dal momento che le difficoltà economiche degli esercenti e della clientela dipendono in enorme misura dalla situazione economica ed occupazionale. Il comune di Tortona, tramite la commissione consiliare per le attività economiche, presieduta da Gianni Castagnello, sta provando ad analizzare la situazione, prima ancora di avviare possiibli proposte per sostenere il richiamo di tortonesi e turisti presso il commercio locale.
“Un passaggio puramente conoscitivo, di una situazione purtroppo nota, ma su cui è opportuno approfondire prima di prendere le debite decisioni di un intervento a sostegno del commercio locale”, come ha sintetizzato lo stesso presidente. E a fare emergere la drammatica situazione del momento è stato il presidente di Confesercenti Nunzio Zecchino: “La crisi è drammatica, gli stipendi fermi, la disoccupazione enorme e fare acquisti è impossibile, la pressione fiscale è insopportabile, occorre un intervento del governo, le iniziative del Comune non possono bastare a livello locale se non arriverà un intervento fiscale del governo per rimettere in moto in movimento l’economia”.
Tra le difficoltà sottolineate dagli operatori che hanno partecipato alla tavola rotonda, la difficile coesistenza tra grande e piccola distribuzione, con gli operatori però più preoccupati di mettere in risalto alcune difficoltà di pari opportunità, come ad esempio sugli orari di paertura e sui giorni di chiusura che non gli effettivi vantaggi di economie di scala che i supermercati possono praticare rispetto ai dettaglianti. Altro tema caldo, le possiiblità di apertura domenicale, mai colta fino in fondo e anzi mal digerita nel complesso dai commercianti tortonesi, i quali anche nelle occasioni di eventi di richiamo non offrono praticamente mai un panorama completo di aperture nemmeno nelle vie centrali; infine la qualità e la quantità di manifestazioni allestite: gli esercenti suggeriscono di concentrare gli sforzi su pochi eventi di grande richiamo, ma in verità questi già esistono, tra Cantarà e CAtanaj, Arena Derthona, Assaggia Tortona, Santa Croce e simili.
E se la via fosse quella di dare maggiore visibilità a tanti eventi locali, siano essi culturali, gastronomici, ludici o di intrattenimento, dando supporto al fitto calendario di proposte di associazioni ed enti che operano in città? o magari proporre agevolazioni per momenti di vitalizazione del centor storico ad opera degli stessi commercianti, come ad esempio spazi musicali o espositivi nelle vie del centro? forse abituare il pubblico al fatto che quasi tutti i fine settimana in città si svolga qualcosa, di qualsiasi livello esso sia, attirerebbe al centro quell’attenzione alla frequentazione che, prima dai tortonesi che dai turisti, oggi pare superficiale o distratta.