“Un giovane vescovo per una realtà non semplice”
Monsignor Martino Canessa commenta la nomina del successore e riflette sui 18 anni trascorsi da vescovo in città. La diocesi si attiva anche per l'aiuto agli alluvionati
Monsignor Martino Canessa commenta la nomina del successore e riflette sui 18 anni trascorsi da vescovo in città. La diocesi si attiva anche per l'aiuto agli alluvionati
TORTONA – Campane a festa in tutta la diocesi di Tortona, domenica 19, per comunicare la nomina del nuovo vescovo, padre Vittorio Viola, attualmente in servizio ad Assisi come referente della locale Caritas e custode della Porziuncola, la chiesetta cara a San Francesco. Occorreranno ancora alcuni mesi per completare la proclamazione, visto che padre Viola non è ancora vescovo, e l’ingresso in città, ma nei giorni scorsi l’atutale vescovo Martino Canessa ha ufficializzato la comunicazione ricevuta dal papa.
“Non ho ancora avuto occasione di conoscere monsignor Viola, spero che a breve ci potremo incontrare: dal suo curriculum vedo una preziosa esperienza da mettere al servizio di questo territorio e un’età più giovane, quindi nel pieno delle forze per gestire una realtà non semplice”, sottolinea nei commenti monsignor Canessa, che prova a ripensare anche ai 18 anni trascorsi nel suo episcopato in città. In questi anni ho cercato di essere il più possibile presente sui territori della diocesi, le problematiche non sono semplici, a cominciare dal ridotto numero di sacerdoti, in contrasto con la forte richiesta di presenza che arriva sopratutto dai piccoli centri delle valli, dove la parrocchia è spesso l’unico punto di riferimento per paesi interi. Inoltre il momento economico complicato ha acuito le difficoltà sociali e la presenza sul territorio, attraverso le strutture e associazioni diocesane è ancora più importante. Io spero di avere assolto il mio compito al meglio delle mie capacità e del mio impegno, da tutto il territorio ho sempre ricevuto testimonianze di condivisione e di affetto. Dal punto di vista dell’esperienza, preferisco non trarre bilanci, guidare la diocesi è cosa diversa da un’azienda che deve produrre risultati. Mi resteranno soprattutto le sensazioni e le emozioni di una magnifica esperienza che sono stato chiamato a svolgere. Non rimarrò comunque in città, finchè mi restano forze voglio continuare a sovlgere la mia opera verso il Signore e verso il prossimo, ma comprendo che la mia presenza in qualità di vescovo emerito potrebbe essere fonte di difficoltà, per cui rimarrò per sempre legato a questa realtà, ma mi trasferirò altrove”.
Intanto la diocesi si attiverà a breve per aiutare le popolazioni alluvionate sul suo territorio: “Siamo naturalmente vicino a persone che hanno avuto gravi danni e in qualche caso perso tutto, casa e lavoro. Nei prossimi giorni attiverò con l’economo della diocesi qualche iniziativa concreta e ufficiale. Per ora dal punto di vista del primo aiuto, la Caritas è attenta a portare il suo soccorso e un piccolo aiuto a chi ha più bisogno. io stesso ho ricevuto da lunedì scorso diverse persone e per quanto sia un sostengo limitato cerco di dare quelle risorse che consentano di avere un po’n di respiro. Non sarà una soluzione definitiva, certamente, ma non possiamo restare indifferenti”.