Comitato a difesa dell’ospedale avviato, ma tanti reparti sono a rischio
Costituito il comitato e individuata una denominazione d'effetto come "Nati a Trotona", pensando alla neonatologia chiusa, ora però ci sono nuovi progetti regionali che prevedono la riduzione dei reparti: Tortona rischia anche di perdere la rianimazione
Costituito il comitato e individuata una denominazione d'effetto come "Nati a Trotona", pensando alla neonatologia chiusa, ora però ci sono nuovi progetti regionali che prevedono la riduzione dei reparti: Tortona rischia anche di perdere la rianimazione
TORTONA – Sempre più a rischio il futuro dell’ospedale di Tortona: a breve potrebbe essere reso operativo un progetto, per ora a livello di bozza del piano sanitario regionale, nel quale è previsto un declassamento del Dea, dipartimento di emergenza e area critica, che di fatto limiterebbe il pronto soccorso e la rianimazione e a cascata vedrebbe contrazioni di reparti e servizi in tutto l’ospedale. Dal dipartimento area critica dipende ad esempio, come sottolineato in molti pubblici incontri da medici e operatori di settore, il livello tecnico della rianimazione, della cardiologia, della chirurgia. La rianimazione nel nuovo progetto verrebbe addirittura chiusa, oltre al passaggio a Novi Ligure anche della pediatria, come già preventivato fin dai tempi della chiusura della neonatologia.
L’importanza di un comitato che possa fare pressione a livello civico, degli operatori e politico diventa ancora più importante e per questo si è registrata grande partecipazione e sensibilità all’incontro organizzato dal sindaco Gianluca Bardone in municipio al fine di raccogliere le adesioni per promuovere un comitato civico a difesa dell’ospedale di Tortona. Alla prima riunione in sede pubblica sono intervenuti molti sindaci e amministratori dei comuni limitrofi, il consigliere regionale già sindaco Massimo Berutti, medici e personale ospedaliero, rappresentanti dell’imprenditoria e dell’associazionismo, già impegnati nel difendere l’ospedale, oltre ai referenti di un altro comitato civico costituitosi spontaneamente nei giorni scorsi.
Ai sindaci spetterà la parte politica della pressione: “Faremo la nostra parte”, ha ribadito in pubblico Bardone. “Unitamente ai sindaci del territorio ci impegneremo nella parte politica, ai cittadini chiedo massima mobilitazione a supporto di questa vicenda. Sono sempre più preoccupato per le sorti del nostro ospedale e dobbiamo fare sì che le future razionalizzazioni non vadano a intaccare in particolare il dipartimento di emergenza e il pronto soccorso, dalla cui esistenza dipende a cascata il livello di tutti i reparti ospedalieri. Chiederò un incontro alla Regione invitando l’assessore alla Sanità a visitare il nostro ospedale e verificare gli investimenti fatti, anche con il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona. Al fine di dimostrare che non si risolvono i buchi finanziari depauperando l’ospedale di Tortona, un fatto che causerebbe mobilità di pazienti fuori regione, come ha testimoniato il trasferimento del punto nascite a Novi, che ha solo parzialmente attratto i pazienti tortonesi”. Il comitato dovrà però essere prima di tutto civico, per raccogliere firme, proporre iniziative e soprattutto dare voce ai cittadini. Si ipotizza il nome “Nati a Tortona”, prendendo le mosse da come dopo la chiusura della neonatologia tale dicitura non esisterà più.