Futuro dell’ospedale: manca trasparenza nelle scelte
Timori per il depauperamento di reparti e servizi dell'ospedale di Tortona aumentano e si accelerano le iniziative a tutela. La commissione sanità del consiglio comunale lamenta la mancanza di informazione e trasparenza e l'assenza di responsabilità dirette dei decisori.
Timori per il depauperamento di reparti e servizi dell'ospedale di Tortona aumentano e si accelerano le iniziative a tutela. La commissione sanità del consiglio comunale lamenta la mancanza di informazione e trasparenza e l'assenza di responsabilità dirette dei decisori.
TORTONA – I timori per il depauperamento di reparti e servizi dell’ospedale di Tortona aumentano e si accelerano le iniziative a tutela. Il prossimo 27 novembre la Regione Piemonte dovrà presentare a Roma il piano di rientro dal deficit legato al budget per la sanità e in quella sede probabilmente si conoscerà l’entità dei tagli per i vari territori. Per Tortona la preoccupazione più grossa è il ventilato declassamento del Dea, dipartimento di emergenza, da cui dipende il pronto soccorso e a cascata discende anche il livello dei servizi negli altri reparti, come la presenza o meno di rianimazione, a forte rischio nell’ospedale di Tortona, il grado di chirurgia, il cui potenziamento è stato promesso e non ancora realizzato, e il livello della cardiologia.
Un documento a tutela dell’ospedale è stato proposto dal presidente della commissione sanità del consiglio Antonello Santoro e presentato ieri alla stessa commissione: il testo arriva a seguito del gruppo di lavoro tecnico politico istituito il mese scorso: nel testo si “lamenta la mancata assunzione di provvedimenti che in passato avrebbero potuto portare al rilancio di attività strategiche dal piano sanitario” elencando le tante implementazioni annunciate e poi puntualmente disattese, dall’organico della pediatria ai posti di fisioterapia non avviati, al potenziamento non avvenuto di chirurgia e ortopedia, alle mancate nomine dei responsabili del Dipartimento di emergenza e della rianimazione.”Attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico che coinvolga i medici del presidio di Novi Ligure e gli amministratori delle due città si possa stendere un piano condiviso di interventi che partendo dalla salvaguardia delle strutture afferenti all’emergenza e all’area critica in tutti e due gli ospedali mantenga viva la funzionalità dei reparti. La necessità di mantenere uniti di due ospedali è fondamentale affinchè l’ospedale nico rientri nei parametri previsti dal nuovo piano regionale di riordino della rete”.
Ma a preoccupare, come sottolineato da tutti i consiglieri in commissione ieri, è soprattuto come le mosse si basino su voci e non su fatti concreti e responsabilità precise da parte dei decisori di livello superiore al comune. E questa mancata informazione fornita ai rappresentanti eletti, oltre alla inesistente possibilità di individuare responsabili certi che decidano in base a scelte non si sa quanto suffragate da numeri e valutazioni tecniche, per i cittadini deve essere inaccettabile. Le richieste di trasparenza non possono limitarsi all’esibizione burocratica di verbali e relazioni tecniche,se mai esistano, a organi politici, ma a comunicare per tempo la sostanza di decisioni che rischiano di passare sopra la testa dei cittadini anche quando si tratta di servizi basilari per l’utenza, facendo conoscere e basi su cui vengono prese. E il ruolo del non elettivo organo direzionale dell’Asl alessandrina dovrebbe avere parte attiva nel fare conoscere le scelte e le ragioni che le inducono. Così ocme la politica locale deve stabilire strette relazioni con l’assessorato regionale alla sanità, mostrando sul campo le ragioni che devono indurre alla tutela dei servizi.