Varate le azioni a tutela dell’ospedale
Lunedì sera il sindaco ha presentato le azioni avviate per scongiurare il declassamento: ricorsi amministrativi, approfondimenti medici, relazioni tecniche. E il comitato raccoglie firme. Politica bipartisan e società civile in un bell'esempio di sinergia. Basterà?
Lunedì sera il sindaco ha presentato le azioni avviate per scongiurare il declassamento: ricorsi amministrativi, approfondimenti medici, relazioni tecniche. E il comitato raccoglie firme. Politica bipartisan e società civile in un bell'esempio di sinergia. Basterà?
TORTONA – Tre piani di azioni per cercare di salvare il futuro dell’ospedale. Il comitato promosso dal sindaco Gianluca Bardone agirà su terreni esclusivamente tecnici, ciascuno dei quali affidato a esponenti politici individuati in base alle competenze professionali, unendo esponenti di maggioranza e di opposizione. E intanto parallelamente continua la raccolta firme promossa dal comitato civico, con l’obiettivo di unire le forze per fare sentire a tutti i livelli le voci dei tortonesi. Lunedì 17 alle 21 si è tenuta alla sala Romita del municipio un incontro aperto e molto partecipato dal pubblico, in cui il sindaco ha introdotto i vari livelli su cui si svolgerà l’azione a difesa dell’ospedale, il tutto però mentre mercoledì la giunta regionale di centro sinistra approverà il nuovo piano sanitario, con il declassamento dell’ospedale di Tortona, che perderà così il Dea, dipartimento emergenza, di primo livello e di conseguenza decadranno i presupposti per avere la pediatria, neurologia, rianimazione, cardiologia: di fatto il depauperamento di molti reparti specialistici.
Sotto questo profilo l’azione del comitato si articolerà su tre piani: giuridico, medico e tecnico.
Per l’aspetto giuridico è stato incaricato il legale Marco Balossino, già sindaco di Tortona per una coalizione che comprendeva il centro sinistra più altre forze negli anni Novanta; a lui il compito di valutare la legittimità di tutti gli atti passati e futuri inerenti all’ospedale di Tortona, dal trasferimento della pediatria a Novi Ligure fino a quanto verrà approvato mercoledì in Regione. L’obiettivo è impugnare ogni atto tacciabile di vizio di legittimità e valutare anche un ricorso per danno erariale, qualora i costi dell’allestimento a Novi dei reparti mancanti eccedessero i risparmi di spesa (l’ospedale novese sarà qualificato come Dea di primo livello anche se attualmente privo di pediatria, rianimazione e cardiologia).
Per l’aspetto sanitario, stanno lavorando i medici Giorgio Musiari (lista civica di centro destra, già assessore comunale) e Antonello Santoro (segretario cittadino del Pd). Il loro compito consiste nel vagliare i fondamenti delle relazioni tecniche con cui la Regione motiverà il declassamento della sede tortonese, sai dal punto di vista dei parametri da rispettare che delle dotazioni mediche richieste. E già si sono manifestate parecchie incongruenze, sia nei numeri di interventi che nei bacini di riferimento, secondo i quali nemmeno gli ospedali che rimarranno di primo livello avrebbero i requisiti. A questi due esponenti si aggiunge anche Riccardo Prete, a sua volta medico, presidente Pd, incaricato di portare avanti le istanze della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, ente che, in quanto tortonese, ha investito negli anni centinaia di milioni di euro per incrementare le dotazioni tecnologiche e sostenere le risorse umane dell’ospedale di Tortona. Questi costi, di cui è stata sgravata l’Asl, vanno comunque considerati come emergenti, nel momento in cui i reparti venissero trasferiti altrove, per il certo disimpegno della Fondazione.
Per la parte tecnica, intesa come accessibilità, strutture architettoniche, raggiungibilità dal territorio, collocazione sarà presentata una relazione curata da Fabrizio Dellachà, ingegnere, consigliere comunale del MoVimento Cinque Stelle, il quale ha già evidenziato come la distanza dalle zone montane della val Curone da Alessandria o Novi Ligure sia tale da aggravare la situazione della tempestività dei soccorsi e come rispetto al rischio esondazione come verificatosi nei giorni scorsi, nessun ospedale della provincia di Alessandria sia collocato al di qua della sponda dello Scrivia, rendendo impossibili i collegamenti con gli ospedali di altre città in caso di chiusura dei collegamenti stradali.
A sostegno di questi ambiti operativi, il lavoro di ricerca dei fondi necessari a finanziare in particolare i costi del ricorso amministrativo, per i quali si sta muovendo il consigliere comunale Giuseppe Bottazzi, lista civica di centro destra, contattando vari enti non profit e associazioni di service, oltre che sponsor privati. Se poi i ricorsi non fossero praticabili, la cifra raccolta sul conto corrente che verrà reso noto a breve verrebbe devoluta alla ricerca.
C’è poi l’operato del comitato Uinti per Tortona, che sta effettuando una raccolta firme per tutelare l’ospedale, giunta a circa 7000 firme delle 15000 necessarie a ufficializzare l’iniziativa popolare e sta organizzando una manifestazione con corteo di fronte all’ospedale per il prossimo 15 dicembre.
Un bell’esempio di collaborazione bipartisan e tra politica e società civile, che sicuramente non lascerà nulla di intentato, ma che si spera non sia fuori tempo massimo e vanificato dalla decisione che mercoledì sarà presa in giunta regionale, disattendendo così le promesse del presidente del Piemonte Sergio Chiamparino, che rilasciò dichiarazioni all’apparenza molto più rassicuranti, quando meno di sei mesi fa in campagna elettorale visitò propri l’ospedale di Tortona.