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Stefano Brocchetti - redazione@tortonaonline.net  
25 Novembre 2014
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I sindaci scrivono a Chiamparino a difesa dell’ospedale

Il sindaco Bardone sollecita un incontro per illustrare le ragioni per cui l'ospedale non va declassato, con argomenti che vanno ben oltre la logica campanilistica

Il sindaco Bardone sollecita un incontro per illustrare le ragioni per cui l'ospedale non va declassato, con argomenti che vanno ben oltre la logica campanilistica

 TORTONA – Le dichiarazioni di Sergio Chiamparino in merito alal riorganizzazione della rete ospedaliera rese ad Aelssadnria venerdì, secondo cui sarebbe possibile lasciare discutere ai territori alcune scelte purchè a saldi economici invariati sono state lette come una possibile apertura a modifiche, sia pure non radicali, e come uno spiraglio attraverso cui cercare di tutelare i reparti dell’ospedale di Tortona, che, se fossero confermate le indicazioni del piano sanitario, vedrebbe declassato il dipartimento di emergenza non più di primo livello, con la chiusura dei reparti di rianimazione, pediatria, cardiologia, neurologia e servizio trasfusionale. 

Da qui l’iniziativa del sindaco di Tortona Gianluca Bardone di scrivere una lettera al presidente della Regione chiedendo un colloquio al fine di dimostrare le peculiarità in essere dell’ospedale tortonese, una lettera che è stata sottoposta per la sottoscrizione a tutti e 40 i sindaci del territorio che gravita sull’ospedale tortonese e sarà inviata oggi dal medesimo computer del sindaco direttamente a quello del preisdente Chiamparino

Ecco alcuni passaggi in anteprima: “Le nostre richieste non vogliono suonare come reclami fastidiosi, come ha scritto qualche giornale, come se noi fossimo ripiegati a difendere strutture e servizi di provincia e perciò inevitabilmente inadeguati. Come il presidente della Regione, anche noi siamo chiamati ad amministrare queste comunità di periferia geografica. Conosciamo bene le limitazioni e i vincoli dell’amministrare; siamo mossi dal desiderio e dall’urgenza di risolvere il gran pasticcio della gestione della sanità in Piemonte, in cui saremo alleati dell’amministrazione regionale e non nemici, se da una approfondita analisi dei dati e dalla comparazione dei fatti si ricaverà un modello capace di mettere fine allo spreco, fornendo ai cittadini un servizio nel settore dell’assistenza sanitaria all’altezza della nostra cultura e della nostra tradizione”, scrive Bardone a nome dei sindaci del territorio. “Abbiamo ragioni da esporre; forse non saranno né risolutive né convincenti, ma le abbiamo. Solo al termine di questo iter accettabilmente democratico dovranno essere fornite le opportune e motivate ragioni che rendono irrazionale, sconveniente, ingiusto, il loro accoglimento. La distanza tra Novi e Tortona è la stessa, sia che il conteggio parta da Novi invece che da Tortona”.

Tra le qualità che i sindaci ricordano, “il pregio delle rispettive infrastrutture e dotazioni; il valore degli investimenti; la recente ristrutturazione ed inaugurazione della cardiologia a Tortona, che ora verrebbe trasferita; l’efficienza del laboratorio per la preparazione dei farmaci oncologici, unico ad aver superato anche le verifiche dei Nas; l’adeguamento del punto nascite dell’ospedale di Novi Ligure ha imposto all’ASL di stanziare circa 400.000 euro; il sostegno della Fondazione Cr Tortona per 7 milioni negli ultimi 20 anni, sollevando l’erogazione da parte delle istituzioni pubbliche per l’equivalente; la mobilità passiva verso la vicina Lombardia, che incide pesantemente sui bilanci sanitari in particolar modo per gli accessi massivi ai punti nascita ed alle strutture dedicate alla riabilitazione”.”Non vogliamo la conservazione dell’esistente. Però vogliamo che sia rispettata la nostra dignità di interlocutori razionali. Non vogliamo rallentare un processo necessario di risanamento e ristrutturazione del sistema sanitario regionale. Al contrario, vogliamo che il risultato finale sia definito nel rispetto di tutti, nel dialogo e nella giustizia”. 

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