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“Il ricorso? Un atto doveroso nei confronti dei miei cittadini”
Il sindaco di Tortona Gianluca Bardone spiega i motivi per cui il suo comune, insieme ad altri 38, hanno presentato ricorso al Tar contro il disegno di legge regionale sul riordino della rete ospedaliera: Apprezziamo l'apertura ma la proposta di revisione è arrivata il giorno prima la scadenza e non parlava nello specifico del nostro ospedale. Il riordino vanifica gli investimenti fatti
Il sindaco di Tortona Gianluca Bardone spiega i motivi per cui il suo comune, insieme ad altri 38, hanno presentato ricorso al Tar contro il disegno di legge regionale sul riordino della rete ospedaliera: ?Apprezziamo l'apertura ma la proposta di revisione è arrivata il giorno prima la scadenza e non parlava nello specifico del nostro ospedale. Il riordino vanifica gli investimenti fatti?
TORTONA – “Apprezziamo l’apertura della Regione, ma la proposta di revisione del piano di riordino è arrivata il giorno prima la scadenza di presentazione del ricorso al Tar. I tempi stretti non ci hanno consentito di fare altro che proseguire nella via del ricorso”. Non lo dice certo per giustificarsi Gianluca Bardone (foto in basso), anche se la scelta di ricorrere al Tar contro la legge di riordino della rete ospedaliera avanzata dalla Regione rischia di essere letta, dal suo partito, il Pd, come un brutto sgambetto al presidente Chiamparino. “E’ stato un atto doveroso nei confronti dei miei cittadini e del territorio, non certo una questione politica”, assicura.
Tortona, secondo il disegno regionale, si ritroverà con un Dea (pronto soccorso) declassato e, dopo la chiusura del punto nascite, avvenuto con la prima stretta dell’allora giunta Cota, rischia la chiusura dei reparti di cardiochirurgia e rianimazione. “Un controsenso – secondo Bardone – visto che la stessa Asl ha appena investito non poco nell’adeguamento della struttura che ora vuole ridimensionare”.
Un milione di euro circa per il punto nascite, ora chiuso, 300 milioni per l’ampliamento del Dea, che ora rischia di essere ridimensionato. Solo per fare due esempi.
“Era un reparto all’avanguardia il nostro punto nascite, con un collegamento diretto tra la sala operatoria e la neonatologia. E non è che i tortonesi, poi, sono andati a Novi. Hanno scelto per lo più gli ospedali di Voghera e Pavia”.
Un errore almeno da non rifare, visto che ormai non si può tornare indietro.
“Siamo un territorio di confine e, chi abita nelle valli attorno troverà più comodo rivolgersi alle strutture lombarde, invece che a Novi o Alessandria”, ribadisce il sindaco. Nessun risparmio, quindi per la Regione Piemonte che, a quel punto, si troverebbe a sostenere maggiori costi per la migrazione. Una tesi sostenuta con froza non solo da Bardone, ma anche dai 38 sindaci del comprensorio che hanno sottoscritto il ricorso al Tar.
Il ricorso adduce a questioni di competenza e fa leva su una sentenza del Consiglio di Stato che “bocciava” il regolamento a cui si è attenuta la regione. Ma il nodo della questione è un altro. “L’estensore della rifroma, Fulvio Mairano, ha tenuto conto di una serie di numeri che, secondo lui, non giustificano il mantenimento a Tortona di alcuni servizi. Io metto sul piatto della bilancia, però,anche gli investimenti fatti”.
C’è stata, è ben vero,un’apertura, ma non sufficiente a far fare marcia indietro ai 39 sindaci: “la proposta è arrivata il giorno prima. Noi abbiamo aperto un percorso di approfondimento con il territorio che dura da tempo. Quella proposta è suonata un po’ come un ‘prendere o lasciare’. Non la consideriamo come un cavallo di troia della Regione per smantellare la rete ospedaliera ma, d’altro canto, la Regione non dove considerare il nostro ricorso come una spada di Damocle. Mettiamo davanti la ricerca di soluzioni – chiede Bardone – Del resto, nell’ultima versione non si parla nello specifico di Tortona, ma genericamente di opportunità per la provincia”. Insomma, un “contentino” alle proteste che non ha accontentato nessuno, in fin dei conti.
Ora la palla passa alle singole Asl che attribuiranno servizi e competenze con il piano aziendale. “peccato che saranno i direttori sanitari a dover stendere i piani. E i direttori nuovi saranno nominati solo ad aprile”. Tutto rinviato quindi, ancora una volta. Un punto fermo,però,Tortona e il tortonese lo hanno voluto mettere con il ricorso al Tar.
Un segnale di distensione, tuttavia, arriva anche dal consiglio regionale per voce di Walter Ottria: La Giunta Regionale ha approvato le integrazioni rispetto alla delibera precedente. Per la nostra provincia e in particolare gli ospedali di Tortona e Acqui, ci sono modifiche che recepiscono in buona parte le proposte che avevo avanzato in Consiglio Regionale.
Le assemblee dei Sindaci, pur ritenendole migliorative rispetto al precedente atto, hanno deciso di fare ugualmente ricorso al TAR. Scelta legittima e rispettabile che mi auguro non interrompa il dialogo che c’e stato in questi ultimi giorni. Personalmente ho fatto tutto il possibile per avvicinare le distanze, contribuendo direttamente alla stesura del testo e alle correzzioni apportate. La partita non e’ finita e sara’ nostro compito mantenerla nel campo delle scelte politiche”.
Ora la palla passa alle singole Asl che attribuiranno servizi e competenze con il piano aziendale. “peccato che saranno i direttori sanitari a dover stendere i piani. E i direttori nuovi saranno nominati solo ad aprile”. Tutto rinviato quindi, ancora una volta. Un punto fermo,però,Tortona e il tortonese lo hanno voluto mettere con il ricorso al Tar.
Un segnale di distensione, tuttavia, arriva anche dal consiglio regionale per voce di Walter Ottria: La Giunta Regionale ha approvato le integrazioni rispetto alla delibera precedente. Per la nostra provincia e in particolare gli ospedali di Tortona e Acqui, ci sono modifiche che recepiscono in buona parte le proposte che avevo avanzato in Consiglio Regionale.
Le assemblee dei Sindaci, pur ritenendole migliorative rispetto al precedente atto, hanno deciso di fare ugualmente ricorso al TAR. Scelta legittima e rispettabile che mi auguro non interrompa il dialogo che c’e stato in questi ultimi giorni. Personalmente ho fatto tutto il possibile per avvicinare le distanze, contribuendo direttamente alla stesura del testo e alle correzzioni apportate. La partita non e’ finita e sara’ nostro compito mantenerla nel campo delle scelte politiche”.