Milena Vukotic è la “Regina Madre”
Mercoledì 4 febbraio al teatro Civico la commedia di Manlio Santanelli con Antonello Avallone. Lo spettacolo sostituisce il previsto Le fuggitive
Mercoledì 4 febbraio al teatro Civico la commedia di Manlio Santanelli con Antonello Avallone. Lo spettacolo sostituisce il previsto ?Le fuggitive?
TORTONA – La Produzione del Teatro Ghione ha comunicato di non poter rappresentare lo spettacolo Le fuggitive con Valeria Valeri e Milena Vukotic programmato al Teatro Civico il 4 febbraio, a causa di un infortunio occorso a Valeria Valeri. Nelle stessa data, mercoledì 4 febbraio alle 21, Milena Vukotic sarà protagonista della commedia Regina Madre di Manlio Santanelli con Antonello Avallone, anche regista dello spettacolo. Scene e costumi sono di Red Bodò.
Commedia a due personaggi ambientata ai nostri giorni, Regina Madre prende le mosse da un classico ritorno a casa. Alfredo, grigio cinquantenne segnato dal duplice fallimento di un matrimonio naufragato, che ancora lo coinvolge, e di un’attività giornalistica nella quale non è riuscito ad emergere, un giorno si presenta a casa della madre dichiarandosi deciso a rimanervi per poterla assistere nella malattia. In realtà egli nutre il segreto intento di realizzare uno scoop da cronista senza scrupoli: raccontare gli ultimi mesi e la morte della vecchia signora. Ma la vecchia signora, di nome Regina, seppure affetta da ogni specie di infermità, appartiene alla categoria delle matriarche indistruttibili. Tra i due personaggi in scena si instaura così un teso duello, condotto mediante uno scambio ininterrotto di ricatti e ritorsioni, di menzogne e affabulazioni.
Fa da cornice alla vicenda un interno dall’aria domestica e rassicurante, che però, nell’offrire un perimetro ben preciso ai fantasmi mentali dei protagonisti, finisce per assumere i toni e le suggestioni di un realismo allucinato. In questo microcosmo dai confini continuamente invocati e negati, madre e figlio si inseguono, si cercano e si respingono saccheggiando presente, passato e futuro, in una incalzante altalena di emozioni che hanno nel grottesco la tonalità dominante. A soccombere, alla fine, sarà il figlio. Ma, come sempre accade nelle coppie legate per la vita e per la morte, anche qui non sarà possibile, e neanche legittimo, distinguere il vincitore dal vinto.
Rappresentata in tutta Europa e ancora in scena in molte nazioni, Regina Madre vanta, tra le sue prime recensioni, quella di Eugène Ionesco.