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Sgominata banda di “predatori”, sette in manette
La polizia di Stato ha arrestato sette uomini che, tra il 2013 e il 2015, hanno commesso una serie di furti e rapine, devastando e danneggiando esercizi commerciali nell'alessandrino a nel pavese. Sei sono di nazionalità rumena, uno è italiano. Tra i colpi, la rapina alla pasticceria Signorelli
La polizia di Stato ha arrestato sette uomini che, tra il 2013 e il 2015, hanno commesso una serie di furti e rapine, devastando e danneggiando esercizi commerciali nell'alessandrino a nel pavese. Sei sono di nazionalità rumena, uno è italiano. Tra i colpi, la rapina alla pasticceria Signorelli
ALESSANDRIA – Una vera e propria “banda di predatori e razziatori” assicurati alla giustizia grazie ad una lunga attività investigativa, condotta dalla squadra Mobile della questura di Alessandria. Il questore Mario Della Cioppa usa più volte il termine “predatori”: “non si potrebbero definire in altro modo questi individui privi di valori e di dignità”. Agli arresti sono finiti:
Claudiu Constantin Borodescu, 34 anni, romeno, in Italia senza fissa dimora; Mihai Nicolae Chirca, detto Mitz, nato nel 1984 in Romania, di fatto domiciliato in Alessandria, in viale Medaglie d’Oro; Salvatore Milano, detto Zucchero, 44 anni di Alessandria, residente a Valenza, di fatto domiciliato in San Salvatore Monferrato (l’accusa per lui è ricettazione); Mihai Sirbu, 24 anni, romeno, in Italia senza fissa dimora, già in carcere per rapina aggravata; hanno l’obbligo di presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria (ma sono già in carcere): Marius Dumitrache, 30 anni, rumeno, residente in Alessandria; Florian Horea Neag detto Horica, 21 anni, nato in Romania; Ioan Severa, detto Ivan, 23 anni, rumeno, di fatto domiciliato in Tortona.
Tutti sono accusati di reati contro il patrimonio, furto aggravato, ricettazione, riciclaggio di oro e preziosi. Non una banda organizzata, ma un sodalizio, un manipolo di criminali che, all’occasione, lavorava congiuntamente prendendo d’assalto negozi, supermercati, esercizi commerciali.
Tra i fatti contestati, che hanno permesso alla polizia di chiedere alla magistratura gli ordini di custodia, c’è la rapina alla pasticcera Signorelli di Alessandria.
I ladri nella notte erano entrati nel negozio, facendo razzia di generi alimentari, tra cui champagne, utilizzando il furgone stesso della ditta. Gli uomini della mobile, attraverso il conteggio dei chilometri segnati sul mezzo ritrovato dopo il colpo, hanno controllato le cascine attorno alla città, nell’arco di venti chilometri, tanti quanti erano stati percorsi con il furgone dopo il furto, ed avevano rintracciato la merce, restituita ai proprietari.
La banda entrava in azione sfondando vetrine e depredando tutto ciò che trovava. Almeno 15 i furti contestati solo nel 2013, l’anno oggetto dell’indagine. La merce, poi, veniva nascosta in magazzini o cascine isolate prima di essere immessa sul mercato.
A carico dell’unico italiano del gruppo, Salvatore Milano, c’è l’accusa di ricettazione: sfruttando la sua abilità di operatore nel settore orafo, fondeva i preziosi che i complici gli fornivano e creava nuovi monili, immessi poi nel mercato attraverso i compro oro.
Ammonta a circa 300 mila euro il bottino depredato. La polizia è riuscita a recuperare e restituire merce per circa 200 mila euro.
Le indagini hanno richiesto un lungo lavoro che ha visto impiegato circa 50 uomini i quali hanno operato facendo appostamenti e pedinamenti al fine di chiudere il cerchio sui criminali.
“Riteniamo di aver sgominato la banda per garantire la sicurezza dei cittadini. Non molleremo fino a che il lavoro non sarà completato” assicura il questore Della Cioppa.
La banda entrava in azione sfondando vetrine e depredando tutto ciò che trovava. Almeno 15 i furti contestati solo nel 2013, l’anno oggetto dell’indagine. La merce, poi, veniva nascosta in magazzini o cascine isolate prima di essere immessa sul mercato.
A carico dell’unico italiano del gruppo, Salvatore Milano, c’è l’accusa di ricettazione: sfruttando la sua abilità di operatore nel settore orafo, fondeva i preziosi che i complici gli fornivano e creava nuovi monili, immessi poi nel mercato attraverso i compro oro.
Ammonta a circa 300 mila euro il bottino depredato. La polizia è riuscita a recuperare e restituire merce per circa 200 mila euro.
Le indagini hanno richiesto un lungo lavoro che ha visto impiegato circa 50 uomini i quali hanno operato facendo appostamenti e pedinamenti al fine di chiudere il cerchio sui criminali.
“Riteniamo di aver sgominato la banda per garantire la sicurezza dei cittadini. Non molleremo fino a che il lavoro non sarà completato” assicura il questore Della Cioppa.
