Riscuoteva i soldi per le bollette ma non li versava
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
13 Aprile 2015
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Riscuoteva i soldi per le bollette ma non li versava

Denunciato per appropriazione indebita il titolare di un network di poste private. Molti cittadini hanno ricevuto nuovamente la richiesta di corrispondere quanto dovuto oltre alla penale per morosità, con il rischio di sospensione dell’erogazione di acqua, luce e gas

Denunciato per appropriazione indebita il titolare di un network di poste private. Molti cittadini hanno ricevuto nuovamente la richiesta di corrispondere quanto dovuto oltre alla penale per morosità, con il rischio di sospensione dell?erogazione di acqua, luce e gas

TORTONA – Pagavano le bollette e altri servizi ma le somme non venivano poi versate ai creditori. Per questo molti utenti hanno avuto la brutta sorpresa di ricevere nuovamente la richiesta di corrispondere quanto dovuto oltre alla penale per morosità, con il rischio di sospensione dell’erogazione dei servizi di acqua, luce e gas. Così, con l’accusa di appropriazione indebita e falsità materiale, i Finanzieri hanno denunciato un titolare di un network di poste private (le cui generalità non sono state comunicate), che ha avuto sede in città fino alla fine dello scorso anno.

L’indagine, avviata sulla base di diverse denunce presentate in questi mesi alla Guardia di Finanza, si è sviluppata approfondendo l’effettiva legittimazione della rete di franchising di poste private ad esercitare l’attività di raccolta di denaro e i conseguenti servizi di pagamento, compresi quelli dei bollettini postali, affidati per legge, e in via esclusiva, agli operatori iscritti in uno speciale albo istituito presso la Banca d’Italia. Il danno finora arrecato ai cittadini che hanno denunciato l’accaduto è di oltre un migliaio di euro. In un caso, comunque, si è anche avuta la sospensione dell’erogazione di servizi pubblici essenziali.

La Guardia di Finanza non esclude che l’inchiesta possa allargarsi: potrebbero infatti verificarsi altri casi ai danni di utenti ancora inconsapevoli. Gli atti sono ora al vaglio della Procura della Repubblica di Alessandria

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