Vignolese arrestato per gli scontri a Milano: “Non c’entro niente”
Respinge ogni addebito il 32enne di Vignole Borbera ora residente a Tortona arrestato a Milano insieme ad altre quattro persone venerdì 1° maggio, dopo gli scontri provocati dai black bloc nel capoluogo lombardo. L'uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dalluso di armi improprie
Respinge ogni addebito il 32enne di Vignole Borbera ora residente a Tortona arrestato a Milano insieme ad altre quattro persone venerdì 1° maggio, dopo gli scontri provocati dai black bloc nel capoluogo lombardo. L'uomo è accusato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall?uso di armi improprie
CRONACA – Respinge ogni addebito Davide Pasquale, il 32enne di Vignole Borbera ora residente a Tortona arrestato a Milano insieme ad altre quattro persone venerdì 1° maggio, dopo gli scontri provocati dai black bloc nel capoluogo lombardo.Pasquale è accusato di resistenza a pubblico ufficiale aggravata dall’uso di armi improprie e di aver lanciato oggetti contro gli agenti di polizia. Le accuse sono state formalizzate dalla procura durante l’interrogatorio di garanzia che si è svolto nel pomeriggio di ieri, lunedì 4 maggio, nel carcere di San Vittore a Milano, davanti al giudice per le indagini preliminari Donatella Banci Buonamici.
“Il mio assistito ha negato ogni addebito – ha detto l’avvocato del vignolese, Daniele Cattaneo – Ha spiegato agli inquirenti che stava partecipando alla manifestazione con un amico e in forma pacifica. Non è contrario a Expo ed era a Milano per la May Day Parade del primo maggio, in quanto lavoratore precario”.
Davide Pasquale ha anche negato di appartenere ai gruppi antagonisti. Ha inoltre riferito di aver partecipato in passato ad altre manifestazioni, sempre in forma pacifica. Quanto all’accusa di lancio di oggetti, il vignolese ha affermato di aver trovato per strada un bullone, di averlo raccolto e poi di averlo semplicemente rigettato subito a terra. Il giovane ha anche smentito di aver utilizzato la felpa per travisare il volto: “L’ha fatto per ripararsi dal fumo dei lacrimogeni”, ha spiegato il suo avvocato. Il gip però non ha creduto alle sue parole e ha convalidato l’arresto.
Nella cittadina della val Borbera di Davide si ricordano bene. Il padre Mauro morì nel 2007, in un tragico incidente sul lavoro proprio a Vignole. La madre era venuta a mancare qualche anno prima, portata via da un male incurabile. A quel punto forse Davide non era riuscito a prendere in mano le redini della propria vita: lasciata la casa di famiglia, si era trasferito nell’abitazione di un’anziana parente, svolgendo lavori saltuari come elettricista e antennista. “Di sicuro non appartiene a un movimento organizzato”, dicono in paese.
L’altro ieri da “Alessandria In Movimento” era stata espressa solidarietà alle persone finite nella rete delle forze dell’ordine: “Non conosciamo la persona arrestata ma esprimiamo a lui e a tutti i fermati la nostra incondizionata solidarietà e speriamo nel loro immediato rilascio”.
Il vignolese era stato arrestato il 1° maggio, insieme a due donne del milanese, un ragazzo sempre del milanese e un giovane del lodigiano. Tutti respingono gli addebiti. Va sottolineato che per nessuna delle cinque persone coinvolte in questa inchiesta è stata avanzata l’accusa di devastazione: un’ipotesi di reato per cui la procura di Milano procede contro ignoti.
[Le immagini ritraggono alcuni momenti degli scontri del 1° maggio a Milano]