Indagini “da film” per l’arresto dei quattro rapinatori
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Irene Navaro - irene.navaro@alessandrianews.it  
11 Dicembre 2015
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Indagini “da film” per l’arresto dei quattro rapinatori

Come nella scena di una fiction: pochi elementi a disposizione ma il lavoro di indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Alessandria ha portato, nel giro di cinque mesi, a fare scattare le manette ai polsi di quattro uomini ritenuti responsabili della rapina in banca avvenuta lo scorso 24 luglio a Castelnuovo Scrivia: si tratta di quattro catanesi "pendolari" del crimine

Come nella scena di una fiction: pochi elementi a disposizione ma il lavoro di indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Alessandria ha portato, nel giro di cinque mesi, a fare scattare le manette ai polsi di quattro uomini ritenuti responsabili della rapina in banca avvenuta lo scorso 24 luglio a Castelnuovo Scrivia: si tratta di quattro catanesi "pendolari" del crimine

CRONACA – Come nella scena di una fiction: pochi elementi a disposizione ma il lavoro di indagine del nucleo investigativo dei carabinieri di Alessandria ha portato, nel giro di cinque mesi, a fare scattare le manette ai polsi di quattro uomini ritenuti responsabili della rapina in banca avvenuta lo scorso 24 luglio a Castelnuovo Scrivia.
Si tratta di Antonino Della Vita, 49 anni di Catania; Nunzio Della Vita, 56 anni di Catania; Giuseppe Abate, 29 anni di Messina; Antonino Corio, 34 anni di Catania, che nel pomeriggio dello scorso 24 luglio avevano messo a segno una rapina nella filiale della Banca Regionale Europea di Castelnuovo Scrivia. “Una banda di professionisti, persone dalla pericolosità non indifferente che hanno agito con sfrontatezza”, ha detto il comandante dei carabinieri Enrico Scandone (a destra, nella foto con il comandante del nucleo investigativo). Sono pendolari del crimine, che, grazie anche alla tecnologia, individuano un obiettivo “facile”, in zone poco abitate e con facili vie di fuga.
I quattro hanno utilizzato per il colpo, che ha fruttato circa 83 mila euro, un’auto rubata poco prima a Tortona.
Il primo ad entrare nella filiale, a volto scoperto e fingendosi cliente, è stato Abate, incensurato all’epoca dei fatti (sarà poi arrestato ad Imola per un’altra rapina). Poco dopo è entrato Corio, con il volto parzialmente nascosto da una parrucca e da occhiali da sole. Sarebbe stato lui a pronunciare la fatidica frase: “questa è una rapina”. Subito dopo, nella filiale, è entrato il terzo rapinatore, Della Vita Nunzio, armato di un tagliacarte. All’esterno, ad attenderli, c’era Antonino Della Vita che fungeva da “palo”.

I quattro, durante l’operazione, sono rimasti in costante contatto, chiamandosi “colleghi”. Per una mezzora circa hanno tenuto in ostaggio una decina di persone, tra personale e clienti, lasciando intendere anche alla direttrice, di cui hanno preso nome e cognome che “avrebbero potuto esserci conseguenze”, nel caso in cui non avesse collaborato. Prima di arraffare il bottino, hanno dovuto attendere l’apertura temporizzata della cassaforte e, subito dopo, si sono dati alla fuga allontanandosi con auto rubata, ritrovata poco dopo dai carabinieri di Castellazzo nei pressi del paese.
Un forte accento siciliano e le immagini riprese dalle telecamere di sicurezza erano gli unici indizi dai quali sono partiti gli inquirenti per arrivare all’identità dei rapinatori. Il nucleo investigativo ha utilizzato i pochi elementi a disposizione per analizzare i fatti, effettuare comparazioni antropometriche ed effettuare intercettazioni telefoniche. Ma anche quest’ultimo strumento è risultato inizialmente poco utile. Poco prima di arrivare in Piemonte, i quattro avevano attivato nuove schede telefoniche, attivate a Roma utilizzando un nome di un cittadino indiano, risultato fasullo. Le comunicazioni avvenivano a “circuito chiuso”, solo tra di loro.
Un grande lavoro di investigazione ha comunque portato i carabinieri sulle tracce dei quattro, arrestati nella mattina di ieri: tre erano domiciliati nelle proprie abitazioni a Catania, uno, Abate, già in carcere ad per una rapina avvenuta ad Imola.

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