L’Interpol non basta a fermare il traffico dei bidoni dell’Ecolibarna
Dopo Serravalle e Capriata dOrba, la storia dello smaltimento rifiuti ci porta a Carbonara Scrivia, posta sulla strada che collega Serravalle a Tortona. Nel 1986 appaiono sui giornali le prime notizie del ritrovamento di fusti interrati in località Cadano, a pochi metri dal greto dello Scrivia
Dopo Serravalle e Capriata d?Orba, la storia dello smaltimento rifiuti ci porta a Carbonara Scrivia, posta sulla strada che collega Serravalle a Tortona. Nel 1986 appaiono sui giornali le prime notizie del ritrovamento di fusti interrati in località Cadano, a pochi metri dal greto dello Scrivia
CARBONARA SCRIVIA – Nel 2014 l’Interpol ha pubblicato una lista con gli identikit dei latitanti colpiti da mandato di cattura internazionale per crimini contro l’ambiente. Una lista di nove persone: tre africani, due asiatici, tre europei e un latino americano, colpevoli di reati che vanno dal bracconaggio al commercio di specie protette, fino allo smaltimento di rifiuti tossici. Al primo posto della lista c’è un italiano, Adriano Giacobone, classe 1957, di Tortona. È ricercato tra Argentina, Marocco, Paraguay e Spagna per rapimento, detenzione illegale di armi da fuoco, ricettazione, bancarotta fraudolenta, furto e violenza contro un agente di polizia, trasporto illegale e scarico di rifiuti tossici.La storia di Giacobone, che secondo i dati diffusi dall’Interpol usa anche il nome di Giorgio Gandini, è legata a doppio filo alla vicenda dell’Ecolibarna.
Dopo Serravalle e Capriata d’Orba, la storia dello smaltimento rifiuti ci porta a Carbonara Scrivia, posta sulla strada che collega Serravalle a Tortona. Nel 1986 appaiono sui giornali le prime notizie del ritrovamento di fusti interrati in località Cadano, a pochi metri dal greto dello Scrivia. I carabinieri, su segnalazione di associazioni ambientaliste, si recano sul posto e trovano quattro bidoni rotti da cui fuoriesce un odore nauseabondo, e innumerevoli confezioni di medicinali.
Quello che si scopre è però molto più di quattro bidoni: alla fine si troveranno 38 mila fusti, per un totale di 10 mila tonnellate di materiale, suddivise in varie aree: oltre a Cadano, anche nelle frazioni Case Rosa, Scaura e San Guglielmo.
La storia è sempre la stessa (vedi puntate precedenti): la ditta Ecolibarna di Serravalle accumula rifiuti tossici, ufficialmente per smaltirli ma in realtà li sparge in giro con la complicità di autotrasportatori che non si fanno scrupoli. Il tentativo iniziale è di ammassarli in un ex deposito di petroli lungo la statale, sempre a Carbonara. Una ditta, la Indeco, chiese al sindaco di Carbonara di allora, Maria Angela Damilano, l’autorizzazione a depositare fanghi di scarto di lavorazione di ditte farmaceutiche svizzere quali Ciba Geygi e Boheringer. Il sindaco negò l’autorizzazione, ma i materiali vennero depositati abusivamente, di notte.

I bidoni avrebbero dovuto essere solo depositati provvisoriamente, ma nel 1991 il comune di Pozzolo lanciò l’allarme: i bidoni erano ancora lì, e cominciavano a rompersi. Analogo allarme venne lanciato dall’allora sindaco di Tortona, Fabrizio Palenzona.
Nel 1994 finalmente Castalia annunciò di aver definitivamente rimosso tutti i bidoni da Tortona e Pozzolo, permettendo ai sindaci di verificare. Ma c’è chi, a Tortona, sostiene che qualche bidone a Rivalta è rimasto.
Nel 1987 cominciò il processo per l’inquinamento di Carbonara: sul banco degli inquisiti, Adriano Giacobone, allora 27 enne e latitante. Mandato di cattura anche per i suoi fratelli Floriano e Franco, suo padre Giuseppe e per Giuseppe Fedele e Dario Astero, dirigenti dell’Ecolibarna.
Non è facile seguire e ricostruire le vicende giudiziarie di Giacobone e della sua famiglia. Ora è latitante, ora viene catturato, poi di nuovo sparisce. C’è pure chi giura che negli anni Ottanta, mentre tutti lo cercavano, era solito passare contromano in motorino in via Emilia a Tortona. Attualmente è definitivamente latitante, e figura nella lista degli “Interpol Most Wanted Fugitives”.

Un altro luogo orribile, in un posto che dovrebbe essere bellissimo. Qui, prima del disastro, le famiglie di Carbonara venivano a passare la giornata al fiume. Oggi, la desolazione.