Miniature veneziane per il gran finale di “Alessandria Barocca e non solo…”
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
23 Ottobre 2018
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Miniature veneziane per il gran finale di “Alessandria Barocca e non solo…”

Mercoledì 24 ottobre L'Archicembalo presenterà in anteprima assoluta una scelta dei più bei brani contenuti in un cofanetto di 4 cd contenente l'integrale dei Concerti  e Sinfonie  per archi e basso continuo di Antonio Vivaldi

Mercoledì 24 ottobre L'Archicembalo presenterà in anteprima assoluta una scelta dei più bei brani contenuti in un cofanetto di 4 cd contenente l'integrale dei Concerti  e Sinfonie  per archi e basso continuo di Antonio Vivaldi

SAN SEBASTIANO CURONE – Mercoledì 24 ottobre alle 21 nella Chiesa parrocchiale di gran finale per la IX edizione del Festival Internazionale di Musica Alessandria Barocca e non solo… promossa dall’Associazione Pantheon, sotto la direzione artistica di Daniela Demicheli. Il Festival, il cui scopo primario è quello di portare la grande musica ed i grandi interpreti nelle chiese ed edifici storici di Alessandria e provincia, non disattende ancora una volta le aspettative del pubblico che frequenta assiduamente gli appuntamenti del ricco cartellone.  L’edizione 2018  si chiude infatti con un evento di sicuro interesse. L’ottetto L’Archicembalo, riconosciuto dalla critica di settore come uno dei migliori ensemble barocchi presenti nel panorama musicale internazionale, anticipando la prossima uscita per l’editrice olandese Brilliant, di un cofanetto di 4 cd contenente l’integrale dei Concerti e Sinfonie  per archi e basso continuo di Antonio Vivaldi, presenterà in anteprima assoluta una scelta dei più bei brani  in esso contenuti.

Antonio Vivaldi
dedicò più di 50 concerti all’organico composto di 4 parti di archi e continuo, definiti dal musicologo francese Marc Pincherle “Concerti sinfonici”, piccole miniature dove Vivaldi esplora in poco più di 5 minuti per concerto una vasta gamma di timbri e sonorità, spesso associati a momenti di intensa emozione, che conferiscono alle composizioni quella capacità comunicativa straordinaria tipica dell’opera del Prete Rosso.

Così scriveva Charles de Brosses, conte di Tournay, magistrato, filosofo, linguista e politico francese in una lettera da Venezia, all’amico De Blacey, nel 1739: “Qui hanno una specie di musica che noi in Francia non conosciamo affatto e che più di ogni altra mi parrebbe adatta al giardino di Bourbonne. Si tratta di grandi concerti in cui non v’è il violino principale. Quintin può domandare a Bourbonne se vuole che gliene faccia una provvista…”

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