Terzo Valico, Toninelli annuncia: andrà avanti
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Redazione - redazione@alessandrianews.it  
14 Dicembre 2018
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Terzo Valico, Toninelli annuncia: andrà avanti

Il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli il Terzo Valico “non può che andare avanti”. Un eventuale recesso costerebbe circa 1,2 miliari di Euro, a fronte di 1.5 miliardi già spesi, su un costo compressivo di 6,2. “Sarebbe uno spreco di risorse pubbliche”. Ma avverte: binari devono arrivare fin dentro il porto di Genova e bisogna poi rendere pienamente operativo lo snodo retroportuale di Alessandria

Il ministro per le Infrastrutture Danilo Toninelli il Terzo Valico ?non può che andare avanti?. Un eventuale recesso costerebbe circa 1,2 miliari di Euro, a fronte di 1.5 miliardi già spesi, su un costo compressivo di 6,2. ?Sarebbe uno spreco di risorse pubbliche?. Ma avverte: binari devono arrivare fin dentro il porto di Genova e bisogna poi rendere pienamente operativo lo snodo retroportuale di Alessandria

GRANDI OPERE – Per il ministro delle Infrastrutture Danilo Tonelli, il Terzo Valico “non può che andare avanti”. Lo ha annunciato su Facebook, anticipando quelli che sono i risultati dell’analisi costi benefici.
Fermare l’opera, di cui sono stati finanziati già i primi cinque lotti (il quinto risultava però sospeso) costerebbe 1,2 miliardi di euro, a fronte di un costo complessivo di 6,2 miliari di di cui 1,5 già spesi. Allo stato attuale, dice Toninelli, “quattro lotti su sei sono in corso di costruzione. Il primo lotto è vicino al 90%, gli altri dal 60% al 20%. Per il quinto lotto i lavori non sono partiti, il sesto deve invece essere ancora finanziato”.
“Ma farlo andare avanti – precisa – non significa condurlo a termine così com’è, bensì rendere l’opera efficiente rispetto agli scopi”. Ossia: binari devono arrivare fin dentro il porto di Genova e “bisogna poi rendere pienamente operativo lo snodo retroportuale di Alessandria, che peraltro insiste su un’area che è di proprietà di Rfi e Mercitalia”.
Vero è che l’analisi iniziale si basava su dati di traffico merci che non rispondeva ad una stima reale. Pare, però, che tornare indietro ora non si possa più.
Toninelli parla dell’opera come di un dossier “avvelenato ci hanno lasciato i professionisti della politica, ma che abbiamo affrontato senza pregiudizi”. Dalla nascita, negli anni 90, “tante vicissitudini hanno riguardato il progetto: dalla sua bocciatura, per ben due volte, da parte del Ministero dell’Ambiente, sino agli scandali giudiziari che hanno portato al commissariamento di Cociv”. Si tratta ora di turarsi il naso per “non sprecare risorse pubbliche”.

LE PRIME REAZIONI

“Il tradimento dei 5 Stelle”
Secondo Dema Alessandria,
“I numeri sono solo un paravento dietro cui nascondere la mancata volontà di mettere in discussione il sistema grandi opere, quello che il Movimento 5 Stelle definiva il bancomat dei partiti foriero della corruzione nel nostro paese.

In campagna elettorale Di Maio aveva definito il Terzo Valico inutile e dannoso e aveva promesso che con loro al Governo del paese quei soldi sarebbero stati destinati per opere veramente utili come il trasporto pendolari e la messa in sicurezza del territorio dal dissesto idrogeologico.

Invece il Movimento 5 Stelle ha deciso di tradire migliaia di persone che in basso Piemonte e in Liguria avevano votato questa compagine politica proprio per la sua promessa di fermare questa grande opera inutile.
Si ripete il copione dell’Ilva di Taranto, del Tap e del Muos. Il Governo fa esattamente il contrario di ciò che il Movimento 5 Stelle sosteneva in campagna elettorale”.

Berutti: “L’unico epilogo possibile”
Il senatore di Forza Italia Massimo Berutti: “Sul Terzo valico è arrivato l’unico epilogo possibile. Sapevamo tutti della necessità di proseguire l’opera sia per la sua importanza strategica che per il costo insostenibile che avrebbe comportato bloccarla”. “Sull’importanza dell’opera, Toninelli ha scoperto l’acqua calda. Adesso che finalmente ha studiato il dossier, smetta di tentare inutili blocchi allo sviluppo del Paese e di fingersi innovatore. Noi continueremo a vigilare e a sostenere la prosecuzione delle infrastrutture che servono a chi lavora e a chi crea lavoro”.

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