Il Tribunale di Alessandria
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“Uomo d’onore”, minacciò di ridurre sulla sedia a rotelle chi, a suo avviso, gli doveva dei soldi
In tribunale è sotto processo un uomo che, presentandosi con falso nome come uomo d'onore minacciò una famiglia di imprenditori del tortonese. L'imputato principale per gli stessi fatti è già stato condannato in secondo grado
In tribunale è sotto processo un uomo che, presentandosi con falso nome come ?uomo d'onore? minacciò una famiglia di imprenditori del tortonese. L'imputato principale per gli stessi fatti è già stato condannato in secondo grado
CRONACA – Si presentò come “uomo d’onore”, dicendo che aveva rilevato il presunto debito di una famiglia tortonese. E’ sotto processo Giuseppe Di Pasquale, 68 anni, di Nichelino, accusato di estorsione. La vicenda si svolge tra il 2014 e il 2015. La famiglia si rivolge ad un operatore di una comunità di Alba affinchè assistesse uno dei membri, che era rimasto vittima di un incidente. “Lavorando – ha raccontato il aula uno dei componenti, che si è costituita parte lesa con gli avvocati Marco Conti e Giuseppe Cormaio – nessuno di noi poteva seguirlo costantemente”. L’operatore, Maurizio Manzini, riceveva mensilmente un compenso pattuito, spesso il contanti, altre volte con assegno. Manzini, che si era definito un “traghettatore di anime”, poco a poco allargò la sua consulenza anche a campi non prettamente richiesti, elargendo consigli su come gestire affari dell’impresa e anche privati. Una volta interrotta la collaborazione, fece però pressioni affinchè gli fossero dati altri denari che, a suo avviso, gli erano dovuto. Per questo è già stato condannato in primo e secondo grado, avendo scelto il rito abbreviato.
Il processo con rito ordinario prosegue però per Di Pasquale che arriva sulla scena presentandosi come Pino Karitè, “uomo d’onore”. Disse infatti di aver rilevato il debito da Manzini e chiese che tale debito venisse saldato, minacciando, in caso contrario “di ridurre in carrozzella” uno dei membri della famiglia. A quel punto, scattò la denuncia.
L’altro giorno in tribunale è stato ascoltato come testimone il querelante. Alla prossima udienza, fissata per il 7 gennaio, proseguirà il processo.