Metalchimica, dieci trasferimenti che pesano come un addio
L’incontro tra le organizzazioni sindacali e il consulente della società Metalchimica non ha portato a una soluzione condivisa
TORTONA – C’è amarezza e apprensione tra i lavoratori del sito Metalchimica di Rivalta Scrivia. Dieci di loro, tra operai e impiegati, hanno ricevuto nei giorni scorsi la comunicazione ufficiale del trasferimento nello stabilimento di Pineto in provincia di Teramo, dove dovranno presentarsi già lunedì prossimo, 19 gennaio. Una decisione che ha lasciato sgomento chi da anni contribuisce alla vita dell’azienda e che oggi si trova davanti a un bivio doloroso: affrontare un trasferimento di oltre 600 chilometri o rischiare di restare senza lavoro.
Le posizioni di Metalchimica
L’incontro tra le organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil e il consulente della società Metalchimica, delegato a rappresentare l’azienda, si è svolto in videoconferenza il 13 gennaio. Al centro del confronto, la possibilità di trovare soluzioni alternative al trasferimento, come l’utilizzo di ammortizzatori sociali o del contratto di solidarietà, per guadagnare tempo e gestire la crisi. Ma la strada, per ora, resta in salita.
L’azienda ha ribadito la propria posizione, motivando la scelta con una forte contrazione dei volumi produttivi e una riduzione delle commesse, dovuta – secondo la dirigenza – anche a criticità legate alla qualità del prodotto. Una spiegazione che non basta ad attenuare la preoccupazione dei lavoratori e dei sindacati, che denunciano l’impatto umano di una simile decisione e temono per il futuro dell’intero stabilimento tortonese.
Le proposte dei sindacati
“Non si tratta solo di dieci trasferimenti — spiegano i rappresentanti sindacali — ma del destino di dieci famiglie, costrette a scegliere se ricominciare da zero lontano da casa o aggiungersi alle liste dei disoccupati della provincia.”
La richiesta avanzata alle parti aziendali è chiara: aprire un tavolo di confronto per discutere un piano di risanamento condiviso, capace di garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito di Tortona. Nel frattempo, nelle officine e negli uffici di Rivalta si respira un clima sospeso, fatto di incertezza e di speranza. Perché dietro ogni badge, dietro ogni turno, c’è una storia che merita di essere ascoltata.