Clima, Arpa indica un 2025 più caldo della media tra 1991 e 2020
Tra i dati raccolti, anche il picco regionale registrato ad Acqui Terme
OVADA – Clima, che fare? I contrasti rimangono ma anche il 2025 ha confermato per il Piemonte un andamento climatico in linea con il recente passato. La regione sta sperimentando un aumento delle temperature. A chiarirlo è il rapporto pubblicato qualche giorno fa da Arpa. La relazione coinvolge anche la provincia di Alessandria. Parla di “Hot spot” climatico Secondo Barbero, direttore generale di Arpa Piemonte. Arpa ha raccolto dati, analizzato tendenze. “Il 2025 – si legge nel rapporto – In Piemonte l’anno 2025 è stato caratterizzato da una temperatura media annuale di circa 10.8°C, superiore di quasi 1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento nel trentennio 1991 – 2020”.
“Il nostro compito – chiarisce Barbero – è continuare a monitorare con rigore scientifico questi fenomeni, fornire informazioni tempestive e supportare le istituzioni”. Il contributo maggiore all’anomalia termica positiva è stato dato dai mesi di giugno e dicembre risultati, rispettivamente, il secondo e il terzo più caldo della rispettiva distribuzione storica con scostamenti positivi di 3.4°C e 2.2°C. Giugno è stato anche il mese più caldo del 2025 mentre gennaio è stato quello più freddo. Nessun mese ha avuto una temperatura inferiore alla norma.
Riscaldamento più lento
L’andamento del clima nella nostra regione rappresenta una preoccupazione soprattutto per le categorie economiche indissolubilmente legate a terra e risorse. Il giorno più caldo del 2025 è stato il 10 agosto e ad Acqui Terme con 38.8°C si è registrata la temperatura più elevata. Nei capoluoghi di provincia le temperature massime, medie e minime sono state superiori ai valori del periodo 1991 – 2020, con un maggiore scostamento per le minime. Eccezioni sono le temperature massime a Biella e Verbania che sono risultate lievemente sotto la media rispetto al periodo di riferimento. Durante il periodo estivo nei capoluoghi si sono verificate da 3 a 6 ondate di calore, intese come almeno tre giorni consecutivi di caldo intenso; la prima ondata è iniziata già a fine maggio e si è verificata in tutti i capoluoghi, tranne Verbania.
“Osservando l’andamento dello zero termico misurato dal radiosondaggio di Cuneo Levaldigi dal 2000 a oggi – si legge nella relazione – si nota chiaramente come, dall’inizio del secolo, le quote siano progressivamente aumentate: sia la media annuale sia i valori massimi stanno seguendo un trend di crescita. Nel 2025 questa tendenza si è leggermente attenuata: lo zero termico ha registrato una media di circa 2.945 metri, un valore un po’ più basso rispetto alla linea di crescita degli ultimi anni”.