Dalle strade alla neve: la protesta degli agricoltori sbarca a Bormio
L’occasione dei prossimi due giorni vedrà la distribuzione di materiale ed una conferenza stampa per presentare la manifestazione nazionale
MILANO – Iniziano le Olimpiadi Invernali, prosegue la protesta e la mobilitazione degli agricoltori che, anzi, si intensifica, con la solita folta, determinata partecipazione di novesi e alessandrini.
Una protesta con grande visibilità
Il “2026 per il diritto al cibo di chi produce e e di chi lo consuma e contro lo Stato di crisi di produttori e consumatori”, è il mantra e l’inno della protesta. Domani e dopo, 6 e 7 febbraio, trattori e agricoltori, allevatori, faranno sbarcare la protesta a Bormio, proprio in concomitanza con l’apertura del grande evento olimpionico, teatro e scenario, spiegano i contadini, che è di grande visibilità per la protesta che non si placa.
Dopo Milano, Vittoria, Parma, Avellino, Padova i trattori appaiono sul manto bianco. Presidio pacifico ma deciso ad illustrare fino in fondo i motivi della protesta. con lo sviluppo di allargarsi con ulteriori tappe in diversi altri territori. Ad organizzare l’evento e la raccolta da molte parti d’Italia, come appunto da novese e Basso Piemonte, di aderenti, sono stati Riscatto Agricolo Lombardia, Agricoltori Italiani Lombardia, Agricoltori Italiani Emilia Romagna con il supporto del Coordinamento Agricoltori e Pescatori Italiani (Coapi).
Onda lunga destinata a proseguire visto che l’occasione dei prossimi due giorni vedrà la distribuzione di materiale ed una conferenza stampa per presentare la manifestazione nazionale indetta dal Coapi per il 6 e 7 marzo prossimi a Roma.
A tutela del lavoro della terra
Difesa delle aziende ma anche tutela della dignità di un lavoro della terra non certo aiutato dalle istituzioni, e pure una battaglia a difesa del cibo nostrano sono gli scopi di una mobilitazione che va avanti da mesi. “E’ chiaro che l’unico argine alla totale svendita dell’agroalimentare italiano, siamo noi. impegnati da tempo in mobilitazione contro la crisi – afferma Angelo Distefano del Coapi, sottolineando come gli appartenenti alla categoria sentano – responsabilità grande non solo di rivendicare il nostro futuro ma anche quello di tutelare la dignità di tutti i cittadini italiani. Gli scandali che coinvolgono gli impianti industriali e le grosse compagnie che in questi giorni riempiono le cronache delle inchieste giornalistiche richiamano il paese alla consapevolezza”.
Le piccole e medie aziende, con il loro “ruolo responsabile”, assicura l’esponente Coapi, sono quelle che “possono garantire la tenuta del nostro sistema agroalimentare e il vero Made in Italy. Quando la politica lo capirà?”.