Artigianato, Cna Piemonte: “Servono scelte coraggiose e liquidità per le imprese”
Economia
16 Febbraio 2026
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L'appello

Artigianato, Cna Piemonte: “Servono scelte coraggiose e liquidità per le imprese”

Oltre 1,23 milioni di imprese attive in Italia e saldo positivo nel 2025. Ma in dieci anni perse 128mila attività. Genovesio e Zanzottera: “Resilienza non basta, servono credito e risorse per innovazione e transizione”

ALESSANDRIA – L’artigianato italiano resiste. I dati 2025 confermano una sostanziale tenuta del comparto, con oltre 1,23 milioni di imprese attive e un saldo positivo di 187 unità tra iscrizioni e cessazioni. Un risultato che consolida il trend degli ultimi anni e dimostra la capacità di adattamento delle imprese artigiane alle crisi.

Ma dietro la stabilità si nasconde un dato strutturale che non può essere ignorato: negli ultimi dieci anni il settore ha perso oltre 128mila imprese. La riduzione della mortalità imprenditoriale è un segnale incoraggiante, ma la domanda resta aperta: quanto può durare questa resilienza senza politiche economiche adeguate?

Liquidità e credito: il nodo centrale per le imprese artigiane

Secondo Cna Piemonte, “il problema principale resta l’accesso al credito e la disponibilità di liquidità per micro e piccole imprese. Le politiche monetarie restrittive adottate negli ultimi anni a livello europeo, unite a un approccio fiscale prudenziale, hanno inciso sulla capacità di investimento dell’economia reale”.

“Il controllo dell’inflazione era necessario, ma l’assenza di strumenti compensativi adeguati ha prodotto una maggiore pressione finanziaria proprio sulle realtà produttive più fragili. A pesare sono anche gli effetti delle regole prudenziali bancarie introdotte con gli accordi di Basilea. Che hanno irrigidito i criteri di valutazione del rischio, rendendo più complesso l’accesso al credito per le piccole imprese”.

Green Deal e criteri Esg: opportunità o ostacolo?

Un ulteriore elemento di criticità riguarda la transizione ecologica. “L’attuazione del Green Deal europeo e l’integrazione dei criteri Esg nei processi bancari stanno orientando la finanza verso parametri sempre più selettivi. – si legge ancora nella nota di Cna – La transizione ambientale è una sfida strategica e non rinviabile. Ma senza adeguati strumenti di accompagnamento, fondi dedicati e garanzie pubbliche, il rischio è che le imprese si trovino a sostenere costi crescenti in un contesto di liquidità già compressa”.

“La combinazione tra regolamentazione prudenziale, stretta monetaria e nuovi vincoli ambientali sta producendo una restrizione strutturale delle risorse disponibili per investire. Un tema che oggi emerge con forza anche nel dibattito economico nazionale ed europeo”.

Piemonte: equilibrio fragile

Sul piano territoriale, il quadro è articolato. Il Nord Est registra una lieve crescita (+0,2%), il Centro arretra (-0,3%), mentre Nord Ovest e Mezzogiorno restano sostanzialmente stabili. Nel Nord Ovest, la crescita della Lombardia compensa le contrazioni di Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria.

Il Piemonte evidenzia una lieve flessione dello stock di imprese artigiane. Non si tratta di una crisi strutturale immediata, ma di un segnale che impone riflessione e programmazione.

Genovesio: “Non possiamo affidarci solo alla resilienza”

Il Presidente di Cna Piemonte, Giovanni Genovesio, sottolinea con chiarezza la necessità di un cambio di passo. “L’artigianato dimostra ancora una volta di saper resistere. Ma non possiamo affidarci solo alla resilienza. L’Europa è la cornice necessaria, ma il punto di partenza delle scelte economiche deve essere l’impresa reale. Se la liquidità si riduce e l’accesso al credito diventa più complesso, la capacità di investire e innovare si indebolisce. Serve un cambio di passo”.

Zanzottera: “Innovazione e transizione richiedono capitale”

Un tema centrale è anche la modernizzazione della legge quadro sull’artigianato, ferma al 1985. Uno strumento che riconosce la specificità dell’impresa artigiana e che potrebbe rappresentare un’opportunità strategica.

Il Segretario regionale Delio Zanzottera evidenzia però che la riforma, da sola, non basta. “La riforma è fondamentale, ma senza risorse dedicate tutto diventa più difficile. Innovazione, digitalizzazione, ricambio generazionale e transizione energetica richiedono capitale. Senza un rafforzamento strutturale dell’accesso al credito e strumenti finanziari realmente accessibili, il rischio è che anche le migliori intenzioni restino sulla carta.”

Cna Piemonte ribadisce che “le politiche economiche dei prossimi anni dovranno essere orientate con decisione a sostegno delle piccole e medie imprese. Perché difendere l’artigianato significa investire nella parte più diffusa, radicata e identitaria dell’economia italiana. Difendere l’artigianato – conclude Genovesio – significa scegliere di investire nella parte più diffusa e radicata dell’economia italiana”.

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