Il sindaco Chiodi risponde sul fabbricato di Mombisaggio
Politica, Società
Marco Gotta  
20 Febbraio 2026
ore
07:29 Logo Newsguard
Il caso

Il sindaco Chiodi risponde sul fabbricato di Mombisaggio

"A Tortona sono previsti importanti investimenti nell’ambito dell’assistenza e del sociale, come la ristrutturazione del complesso del Loreto"

TORTONA – Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino Federico Chiodi dopo il comunicato stampa del Circolo locale del Pd che denunciava l’abbandono di un fabbricato recuperato dalla Direzione Antimafia a Mombisaggio.

Le domande al sindaco dal Pd

“Dal 13 gennaio 2022 – dicono dal Pd locale – l’immobile è a disposizione del Comune per concretizzare quel piano ambizioso. Eppure, a oltre quattro anni di distanza, nulla di fatto. Peggio: sul sito comunale, nell’elenco dei beni confiscati alla mafia, si promette che “nel primo semestre 2025 verrà pubblicato un bando per manifestazione di interessi”. Siamo nel primo semestre del 2026 e, a quanto consta, di quel bando nessuna traccia. Ci auspichiamo che la giunta voglia fare chiarezza sul punto, con la speranza che il nostro Comune non perda un’occasione come questa, sia per l’utilizzo sociale che dell’immobile era stato ipotizzato, che per il rispetto dovuto alle vittime della criminalità organizzata in memoria delle quali è stata approvata la legge che consente la confisca e il riutilizzo dei beni di proprietà dei boss mafiosi”.

La risposta di Chiodi

“L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata ci ha effettivamente comunicato nei giorni scorsi, la revoca della concessione dell’immobile in frazione Torre Calderai, che il Comune aveva ricevuto nel 2021 con l’idea di riutilizzarlo a scopo sociale – ha spiegato il sindaco Federico Chiodi – una decisione che non ci sorprende dal momento che avevamo già avuto diverse interlocuzioni con l’Agenzia nei mesi scorsi”.

“Quando inizialmente l’immobile era stato preso in concessione – continua Chiodi – l’intenzione era trasformarlo in una casa rifugio per donne maltrattate, affidandone la gestione al CISA ente già attivo in progetti simili. Tuttavia l’immobile si era rivelato non adatto a questo tipo di attività. Successivamente erano state sondate, in maniera informale, altre possibilità nell’ambito della ristorazione sociale e della cura dei minori in difficoltà ma anche in questo caso l’immobile era apparso evidentemente inadeguato”.

“Non tutti i beni sono riutilizzabili, alcuni andrebbero abbattuti”

“Va detto anche – chiosa Chiodi – che la struttura è stata realizzata in difformità alle norme edilizie, con una serie di abusi da sanare. Bisogna con chiarezza ammettere che non sempre questi beni possono essere riutilizzati ma andrebbero invece abbattuti. A Tortona sono previsti importanti investimenti nell’ambito dell’assistenza e del sociale, penso ad esempio alla ristrutturazione del complesso del Loreto, che potranno certamente supplire alla mancata realizzazione di un progetto nella villa di Torre Calderai”.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione