Addio a Valerio Cirelli, il ricordo di Arturo Merlo: “Un amico vero”
L’ex preparatore atletico e viceallenatore dell’Acqui è scomparso martedì dopo una grave malattia. “Preparatissimo, ma soprattutto capace di entrare nella testa dei giocatori”
ACQUI – «Era un amico vero. Ci conoscevamo da sempre, dai tempi in cui Valerio era alla Sorgente e poi abbiamo iniziato questa lunga e proficua collaborazione, facendo tante stagioni insieme. Era preparatissimo, ma soprattutto riusciva a entrare nella testa dei giocatori. Un ragazzo spettacolare, che mi mancherà molto».
Arturo Merlo affida a queste parole il ricordo di Valerio Cirelli, scomparso martedì dopo aver combattuto contro una grave malattia. Un legame umano e professionale nato anni fa e consolidato ad Acqui, dove i due tecnici hanno condiviso stagioni intense e ricche di risultati.
La notizia della morte di Cirelli ha colpito profondamente il mondo del calcio provinciale. Fino al 2023 aveva fatto parte dell’Acqui Calcio, prima come viceallenatore e poi come tecnico del settore giovanile, lasciando un segno importante nella crescita di tanti ragazzi. La società termale lo ha ricordato sottolineando il tempo, la competenza e il cuore dedicati ai colori bianchi, evidenziando la sua capacità di trasmettere valori autentici come rispetto, impegno e spirito di squadra.
Tante esperienze
Docente di Scienze Motorie e Sportive e allenatore con patentino Uefa B, Cirelli aveva maturato un percorso articolato. Aveva lavorato nel settore giovanile della Buttiglierese e ricoperto incarichi come allenatore in seconda e preparatore atletico all’Oltrepò Voghera, al Derthona e al Villalvernia. Nel suo curriculum anche collaborazioni con Parma e Fiorentina, rispettivamente come osservatore nazionale nella “Task Force Scuola Calcio” e come tecnico formatore nel progetto “Fiorentina International”, in Italia e all’estero, oltre a un’esperienza in Svizzera con l’Ascona Calcio.
Ma oltre ai ruoli e ai titoli, resta il profilo umano descritto da Merlo: un professionista competente, capace di lavorare sul piano tecnico e allo stesso tempo di instaurare un rapporto profondo con i giocatori. Un tratto che ad Acqui ha fatto la differenza, contribuendo a costruire stagioni importanti e a lasciare un ricordo che va oltre i risultati.