De Raffaele: “Orgoglioso dei miei anni a Tortona”
Walter De Raffaele, 57 anni, è sulla panchina di Cantù da un mese e mezzo
Derthona Basket, Sport
Ma.Ne.  
21 Marzo 2026
ore
10:33 Logo Newsguard
BASKET A - IL RITORNO

De Raffaele: “Orgoglioso dei miei anni a Tortona”

Domani alla Nova Arena (ore 17.30) l’ex tecnico bianconero sfida la Bertram con la sua Cantù

TORTONA – Doveva essere un progetto di lungo periodo, invece il rapporto tra Walter De Raffaele e il Derthona Basket si è interrotto dopo solo una stagione e mezza. Fatale per il tecnico livornese, bravo a svoltare le cose nella stagione del subentro e a centrare i quarti in  Champions in quella successiva, la mancata conquista dei playoff. Una delusione che ha portato il patron Beniamino Gavio a interrompere il contratto firmato con scadenza 2027. Domani De Raffaele, subentrato un mese e mezzo fa sulla panchina della pericolante Cantù, sarà per la prima volta a Tortona da avversario contro la Bertram.

De Raffaele, come sta vivendo questa vigilia speciale?

“Con molta serenità. Intanto ho grande piacere di ritrovare il pubblico tortonese che con me è sempre stato affettuoso e caloroso. Già in questi giorni sono arrivati messaggi di persone che vogliono salutarmi e ritrovare la mia famiglia. E questo per me, dal punto di vista umano, è la cosa più importante…”.

Prima volta alla Nova Arena: c’è curiosità? 

“Avevo avuto modo di calcare quel parquet, perché ci siamo allenati qualche volta nella parte finale della scorsa stagione quando l’Arena era pronta e quindi un po’ l’avevo assaggiata. Certo che con il pubblico sarà un’altra cosa. Ti saprò dire dopo la partita quali sono state le sensazioni”.

Se guarda al suo periodo tortonese cosa prova?

“Orgoglio e serenità. Il primo anno abbiamo fatto una bellissima cavalcata conclusa con la sfida playoff alla quinta partita con Bologna, il secondo abbiamo centrato un risultato storico in Coppa e creato un core di giocatori, come Vital, Gorham, Strautins… che al secondo stanno dimostrando il proprio valore”.

E su un progetto che si è interrotto in anticipo che riflessioni ha fatto?

“Che nel sport il tutto e subito non funziona, che ci vuole tempo per costruire le cose. Se mi chiedi se avrei voluto continuare a Tortona ti dico sì, ma il datore di lavoro ha il diritto di fare le sue scelte”.

E poi proverà a fare lo sgambetto a Tortona per conquistare punti salvezza importanti per la sua Cantù.

“Tortona sta giocando una pallacanestro molto solida. Noi dobbiamo centrare la salvezza e non è facile farlo. Sarà una partita dura”.

Perché ha accettato si subentrare in corsa in una situazione di classifica complicata?

“Perché cercavo una grande sfida, stimolante, che mi facesse sentire vivo. E’ questa di Cantù, una piazza storia storica e con un pubblico fantastico ha queste caratteristiche”.

Dal suo arrivo la squadra si è rivitalizzata nel gioco e nei risultati: è soddisfatto?

“Adesso abbiamo un’identità che è la cosa più importante. Questa è una squadra con un’attitudine più offensiva che difensiva. Abbiamo fatto alcune vittorie preziose, e perso di un possesso a Cremona e Milano. Ma come dico sempre la cosa più importate è competere con tutti. Paragoni con il suo subentro a Tortona? L’altra volta era più facile perché c’erano più squadre vicine in classifica”.

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