Cirio incontra la sindaca Figini: presentato il progetto “Casalnoceto Porta del Piemonte”
Al Grattacielo Piemonte il presidente della Regione ha ricevuto la prima cittadina Figini, che ha illustrato il piano di rilancio del territorio basato sulla collaborazione tra enti, imprese e associazioni. Un progetto che punta a valorizzare la posizione strategica del comune e a creare nuove opportunità di sviluppo e lavoro
È partito dall’incontro al Grattacielo Piemonte tra il presidente della Regione Alberto Cirio e la sindaca di Casalnoceto, Silvia Figini, il rilancio di una sfida che punta a trasformare il piccolo comune tortonese in un punto di riferimento per lo sviluppo dell’area di confine tra Piemonte, Lombardia, Liguria ed Emilia-Romagna.
Il progetto
La prima cittadina ha presentato a Cirio e agli assessori regionali Enrico Bussalino e Federico Riboldi il progetto “Casalnoceto: Porta del Piemonte”. Si tratta di una iniziativa che coinvolge enti locali, imprese e associazioni con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso un modello di crescita basato su tradizione, innovazione e nuove opportunità occupazionali.
Un progetto di rilancio, sviluppando sinergie tra tutte le realtà locali per valorizzare il territorio e facilitare, a livello interregionale, la crescita. Casalnoceto «può e deve diventare un laboratorio di collaborazione, dove le energie si incontrano per costruire il futuro».
Per la Regione, il progetto presentato dalla sindaca rappresenta un’opportunità concreta per rafforzare l’attrattività di un’area strategica dal punto di vista geografico e produttivo. Un percorso che punta a fare della posizione di confine un punto di forza, favorendo collaborazioni, investimenti e nuove occasioni di sviluppo.
«La vitalità delle nostre comunità è la chiave per creare nuove opportunità di crescita», ha evidenziato Cirio, ribadendo il sostegno della Regione alle iniziative che nascono dai territori e che guardano al futuro con una visione condivisa.
Con i suoi poco meno di mille abitanti, Casalnoceto prova così a candidarsi a modello di cooperazione territoriale, mettendo in rete amministrazioni, mondo produttivo e associazionismo per costruire nuove prospettive di crescita per l’intero comprensorio.