Gianduiotto IGP, Confartigianato e CNA: «Appartiene al Piemonte, non a una singola azienda»
Economia
14 Giugno 2026
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La controversia

Gianduiotto IGP, Confartigianato e CNA: «Appartiene al Piemonte, non a una singola azienda»

Le associazioni artigiane piemontesi criticano il nuovo ricorso di Lindt & Sprüngli contro il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta del Gianduiotto. «Difendere l’IGP significa tutelare la storia, il lavoro e l’identità produttiva del territorio»

TORINO – Gianduiotto IGP, Confartigianato e CNA contro il ricorso Lindt: «Appartiene al Piemonte, non a una singola azienda».

Confartigianato Imprese Piemonte e CNA Piemonte esprimono «forte preoccupazione» per il nuovo ricorso presentato da Lindt & Sprüngli contro il percorso di riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta del Gianduiotto. Per le due organizzazioni artigiane la vicenda supera il piano strettamente giuridico e amministrativo e investe il tema del riconoscimento della storia produttiva e dell’identità dei territori.

Secondo Confartigianato e CNA, il Gianduiotto rappresenta una delle espressioni più autentiche della tradizione artigiana piemontese, frutto di competenze, innovazione e lavoro che nel corso del tempo hanno contribuito a costruire la reputazione del Piemonte nel mondo. Le Indicazioni Geografiche, ricordano le associazioni, hanno proprio la funzione di tutelare il legame tra un prodotto e il territorio in cui è nato, salvaguardando conoscenze, professionalità e cultura produttiva.

«Esprimiamo un giudizio di netta contrarietà nei confronti della scelta della Lindt», afferma Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. «Il ricorso della Lindt è coerente con una visione mercantilistica globale che dimentica o addirittura calpesta i territori, le radici e le identità». Felici richiama inoltre le origini torinesi della storica Caffarel, oggi parte del gruppo svizzero, sostenendo che opporsi al riconoscimento dell’IGP significhi mettere in discussione il valore dei saperi artigiani che hanno dato origine al prodotto.

Sulla stessa linea Giovanni Genovesio, presidente di CNA Piemonte: «Il Gianduiotto non appartiene a una singola azienda ma alla storia del Piemonte. Nessuno mette in discussione il ruolo delle grandi imprese nella diffusione e valorizzazione commerciale di questo prodotto, ma il suo valore nasce molto prima e va molto oltre qualsiasi singolo marchio». Per Genovesio, le Indicazioni Geografiche non servono a creare monopoli, bensì a tutelare un patrimonio collettivo costruito da generazioni di artigiani e maestri cioccolatieri.

Dibattito sull’origine delle materie prime

Le due associazioni intervengono anche nel dibattito sull’origine delle materie prime. A loro avviso sarebbe una semplificazione definire un’eccellenza agroalimentare esclusivamente sulla base della provenienza di ogni ingrediente. «Il cacao del Gianduiotto non cresce in Piemonte, così come il caffè non cresce in Italia», osservano. Ciò che rende unico il prodotto sarebbe invece il sapere tecnico sviluppato nel territorio e il legame con la tradizione dolciaria piemontese, oltre all’utilizzo della nocciola piemontese, una delle produzioni simbolo della regione.

Per Carlo Napoli, segretario di Confartigianato Imprese Piemonte, l’iniziativa di Lindt & Sprüngli «ostacola e rallenta il percorso di riconoscimento IGP del Gianduiotto» e rappresenta «un’azione ostile verso un prodotto simbolo del territorio e contro tutti gli artigiani cioccolatieri». Napoli sottolinea inoltre come la tutela IGP possa produrre effetti positivi non soltanto per il Gianduiotto, ma anche per altre eccellenze regionali, a partire dalla Nocciola Piemonte IGP.

«La questione del Gianduiotto riguarda un principio che va oltre il singolo prodotto», aggiunge Delio Zanzottera, segretario regionale di CNA Piemonte. «Dobbiamo decidere se il valore di una specialità storica risiede esclusivamente nella forza commerciale di chi la produce oggi oppure nella storia collettiva che l’ha resa possibile». Secondo Zanzottera, le Indicazioni Geografiche sono strumenti nati per tutelare comunità produttive, artigiani e territori e non per mettere in discussione l’identità di prodotti che rappresentano il patrimonio culturale ed economico di intere comunità.

Confartigianato e CNA ricordano infine il peso dell’artigianato nell’economia italiana, con oltre 1,2 milioni di imprese e più di 2,6 milioni di occupati. In quest’ottica, il riconoscimento del Gianduiotto IGP viene considerato non soltanto una forma di tutela giuridica, ma anche un riconoscimento della storia e del lavoro di generazioni di imprese e artigiani che hanno contribuito a costruire una delle specialità più rappresentative del Piemonte.

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