Crollo Morandi, oggi la sentenza: le scuse di Autostrade. I familiari: troppo tardi
Cronaca
Dino Frambati  
16 Luglio 2026
ore
09:08 Logo Newsguard
Giustizia

Crollo Morandi, oggi la sentenza: le scuse di Autostrade. I familiari: troppo tardi

Alla vigilia del verdetto, la lettera dell'ad Arrigo Giana ai familiari delle 43 vittime e agli italiani. Il Comitato dei parenti ha definito il gesto tardivo e fuori luogo: le scuse dovevano arrivare allora, non oggi.

GENOVA – Crollo ponte Morandi: il giorno è arrivato. Dopo 8 anni, quattro di processo e un’inchiesta di almeno 3, oggi, verrà letta la sentenza di primo grado. Una decisione che  dirà all’Italia se ci furono responsabilità, e di chi.

Furono 43 le persone che persero la vita quel 14 agosto 2018. Di quelle 43 vittime, tre erano di Alessandria ed hinterland: l’infermiera Marta Danisi, Giovanna Bottaro e Alessandro Robotti di Arquata e Serravalle. Roberto Robbiano, di Genova, era distaccato ad Alessandria per lavoro.

Ieri, è stato l’ad di Autostrade per l’Italia Arrigo Giana a scrivere una lettera. Scuse palesi e quasi ufficiali a nome della società Autostrade che incassava i pedaggi anche per quel ponte. Scuse non proprio del giorno dopo, tanto che i parenti delle vittime e relativo Comitato reagiscono quantomeno con stupore interrogandosi sul motivo per cui arrivano soltanto adesso.

“Siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia di ponte Morandi con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani”, recita la missiva dall’illustra firma. Che informa di ricordare “come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018”. Racconta che restò attonito davanti alla tv che mandava in onda immagini raccapriccianti, pensando a alle vittime innocenti ed ai familiari. Quindi si domanda “come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un’ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità. Le azioni e le scelte di alcuni hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità”.

“Esigenza morale”

Scuse mai porte in 8 anni ma ora definite “esigenza morale”. Giana lo sottolinea, affermando che l’azienda oggi “è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori”.

“Rompiamo il silenzio dunque”, insiste ed assicura “l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più”. E conclude: “A nome del Gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi”.

“Pur consapevole – conclude Arrigo Giana – che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore”.

La replica del Comitato

Replica “sbigottita” di Egle Possetti a nome del Comitato parenti vittime: “Neanche Totò, in qualche sceneggiatura, avrebbe potuto immaginare un momento meno opportuno”. Scuse che, sottolinea il Comitato, “dovevano essere fatte a suo tempo, ma nessuno le fece”.

“Vedremo sei i piani attuali di rinnovamento saranno proficui per la sicurezza, solo fra qualche anno – indica Possetti – e invito il nuovo ad a continuare a lavorare in questo senso, noi siamo preoccupati per la sicurezza, avendo purtroppo toccato con mano gli esiti nel caso in cui la stessa sia stata sempre sottovalutata”. E aggiunge il “piccolo consiglio di provare a ricercare dei metodi comunicativi più efficaci”, che “spot di scusa”.

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