Frumento tenero, raccolto in crescita del 10%: qualità buona, ma le importazioni…
Economia
21 Luglio 2026
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20:07 Logo Newsguard
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Frumento tenero, raccolto in crescita del 10%: qualità buona, ma le importazioni…

Le stime di Italmopa indicano una produzione vicina ai 3 milioni di tonnellate. Migliorano quantità e qualità del raccolto, ma il fabbisogno nazionale supera gli 8 milioni di tonnellate. L'industria molitoria rilancia i contratti di filiera

ALESSANDRIA – Il raccolto italiano di frumento tenero 2026 si avvia a chiudere con un risultato positivo. Secondo le stime di Italmopa, l’Associazione Industriali Mugnai d’Italia aderente a Confindustria e FederPrima, la produzione nazionale crescerà di circa il 10% rispetto allo scorso anno,. Raggiungendo quindi quasi 3 milioni di tonnellate. Un incremento legato soprattutto all’aumento delle rese per ettaro, mentre la superficie coltivata rimane sostanzialmente stabile, attestandosi intorno ai 500 mila ettari.

Oltre alla crescita quantitativa, il raccolto presenta caratteristiche considerate più che soddisfacenti sotto il profilo merceologico e igienico-sanitario. Tra gli elementi positivi figura il peso specifico del grano, parametro fondamentale per determinare la resa in fase di macinazione. Rimane invece leggermente inferiore alle attese il contenuto proteico. Penalizzato dall’aumento delle rese produttive che tende a diluire la concentrazione delle proteine.

«L’incremento della produzione nazionale è riconducibile soprattutto all’aumento della resa unitaria – spiega il presidente di Italmopa Vincenzo Martinelli –. Ma il raccolto italiano continua a non essere sufficiente per soddisfare il fabbisogno interno».

L’Italia importa ancora gran parte del grano

Nonostante il buon andamento della campagna cerealicola, la produzione nazionale resta infatti lontana dal coprire le necessità del Paese. Secondo Italmopa, il fabbisogno italiano supera gli 8 milioni di tonnellate di frumento tenero, di cui circa 6,5 milioni destinati all’industria molitoria. Ciò rende ancora indispensabile il ricorso alle importazioni per garantire la disponibilità di materia prima alle aziende di trasformazione.

Per Francesco Vacondio, presidente della Sezione Molini a frumento tenero di Italmopa, il raccolto 2026 non presenta le criticità qualitative riscontrate in alcune campagne precedenti. Secondo l’associazione, non sembrano infatti esserci rischi significativi di declassamento del prodotto a uso zootecnico. Resta però prioritario proseguire il lavoro sul miglioramento qualitativo del frumento italiano. Rafforzando così i contratti di filiera per rendere sempre più coerenti le caratteristiche del cereale con le esigenze dell’industria della trasformazione.

L’industria molitoria protagonista del Made in Italy

Italmopa ricorda infine come l’industria molitoria italiana rappresenti uno dei punti di forza del Made in Italy alimentare. Questo, grazie alla capacità di selezionare e trasformare le migliori varietà di frumento in farine destinate principalmente alla panificazione (58%). Oltre che ai prodotti da forno e biscotti (18%), alla pizza (10%), all’export (8%), agli usi domestici (4%) e, in misura minore, alla produzione di pasta (2%).

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