Eolico in Val Borbera e Curone, dossier sulla scrivania del Governo
Economia, Politica, Società
Marco Gotta   
25 Luglio 2026
ore
07:30 Logo Newsguard
La decisione

Eolico in Val Borbera e Curone, dossier sulla scrivania del Governo

Chiusa la fase di consultazione sul maxi-impianto da 124 MW. I comitati locali sperano nello stop per la tutela dei crinali appenninici

TORTONA – Il progetto del parco eolico “Monte Giarolo”, proposto dalla società bresciana 15 Più Energia Srl, registra importanti sviluppi procedurali dopo quasi un anno di apparente silenzio. L’iniziativa, che prevede la costruzione e l’installazione di 20 imponenti pale eoliche ad alta capacità lungo i crinali montuosi compresi tra i comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure e Fabbrica Curone per una potenza complessiva stimata in 124 Megawatt, si trova attualmente in uno snodo fondamentale del proprio iter autorizzativo incardinato presso le strutture del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

L’iter autorizzativo del parco eolico a Roma

A seguito della chiusura della fase di consultazione pubblica e dell’esame delle numerose osservazioni tecniche trasmesse, la Commissione tecnica ministeriale ha inserito la valutazione ambientale dell’impianto all’ordine del giorno dei propri lavori plenari.

Parco Eolico

Per consentire il rilascio del Provvedimento Unico in materia Ambientale del parco eolico risulta indispensabile il preventivo e completo recepimento della Valutazione di Impatto Ambientale, un passaggio complesso che richiede l’intesa e il parere conforme sia della commissione tecnica di settore sia del Ministero della Cultura. Nel caso in cui le due amministrazioni centrali dovessero esprimere valutazioni o giudizi difformi, la competenza per l’adozione della decisione finale passerà direttamente alla presidenza del Consiglio dei Ministri.

Pesa l’impatto ambientale su Natura 2000

La stessa Commissione evidenzia in via preliminare come il lavoro istruttorio e il conseguente parere di compatibilità ambientale siano volti esclusivamente ad accertare la sostenibilità del progetto in relazione al sito di localizzazione, esaminando la caratterizzazione dell’area e i potenziali impatti sulle varie matrici ambientali, indipendentemente dalle pianificazioni urbanistiche. Nel caso del Giarolo, tuttavia, la mole e la qualità delle osservazioni presentate, unite agli inequivocabili giudizi negativi circa l’incidenza dell’impianto sui siti protetti della rete Natura 2000, rappresentano elementi di forte peso. A ciò si aggiungono le severe censure espresse dagli organi periferici del Ministero della Cultura, che lasciano presagire un orientamento analogo da parte del dicastero.

La posizione degli Enti locali e il nodo Regione

Un aspetto che ha sollevato qualche perplessità riguarda le presenze alla recente seduta plenaria: mentre i rappresentanti di Lombardia ed Emilia-Romagna hanno preso parte ai lavori, si è registrata l’assenza dei referenti della Regione Piemonte, sollecitata dal Comitato per il Territorio delle Quattro Province. Va ricordato che sia l’amministrazione regionale sia gli enti locali avevano comunque già espresso la propria contrarietà al parco eolico, suggerendo di indirizzare gli investimenti verso aree industriali dismesse o già urbanizzate per tutelare i crinali appenninici.

Gli assessori Marnati e Bussalino contro il Parco Eolico

Gli assessori Marnati e Bussalino

I tempi per arrivare a una decisione definitiva non si preannunciano brevi, considerando anche l’ulteriore passaggio necessario per la chiusura formale del Provvedimento Unico in materia Ambientale. Nonostante l’attesa per la pubblicazione degli atti, la convergenza delle analisi critiche porta i comitati locali a guardare ai prossimi sviluppi con cauto ottimismo.

Articoli correlati
Leggi l'ultima edizione