Val Borbera, dai ladri di polli ai ladri di solidarietà. Quando il bottino è la dignità
Il furto della cassetta delle offerte della Croce Rossa in un negozio vale pochi euro, ma racconta molto di più. Non è il valore economico a colpire, bensì quello morale
VIGNOLE BORBERA – C’erano una volta i ladri di polli, quelli che nell’immaginario popolare rappresentavano la piccola delinquenza di campagna. Gente che, incapace di assaltare una banca, si accontentava di una gallina rubata in un pollaio o di qualche razzia notturna nell’orto del vicino. Erano comunque ladri, certo, ma il loro bottino aveva almeno una logica dettata dalla necessità o dalla fame.
Oggi, nel pieno del terzo millennio, mentre la tecnologia accompagna ogni momento della nostra quotidianità, la cronaca ci consegna una figura ancora più desolante: il ladro di solidarietà.
È accaduto in Val Borbera, dove da un negozio di alimentari è stata rubata la cassetta delle offerte destinata alla Croce Rossa Italiana. Dentro, probabilmente, c’erano appena cinque euro, forse anche meno. Un bottino irrisorio, incapace di cambiare la giornata di chi l’ha sottratto, ma sufficiente a togliere qualcosa a chi, ogni giorno, mette gratuitamente il proprio tempo al servizio degli altri.
Il gesto racconta una miseria che non è economica, ma morale.
Il commerciante incredulo
Colpisce il commerciante che, invece di arrendersi, ha semplicemente sostituito la cassetta con un’altra, fissandola al bancone con una catena. Un’immagine quasi simbolica: oggi bisogna incatenare perfino la beneficenza.
Ancora più significativa è la reazione dei clienti e degli abitanti del paese. Più che la rabbia prevalgono lo stupore e l’amarezza. Perché in una vallata dove fino a pochi anni fa si lasciava spesso la porta di casa aperta, episodi come questo incrinano un patrimonio fatto di fiducia reciproca e senso di comunità. Non è tanto la perdita di pochi spiccioli a preoccupare. È il segnale che qualcosa sta cambiando. Quando qualcuno arriva a rubare una raccolta di offerte destinata a un’associazione che soccorre malati, feriti e persone in difficoltà, il valore del bottino passa inevitabilmente in secondo piano.
Resta un interrogativo: quale bisogno, quale povertà o quale degrado culturale può spingere una persona a compiere un gesto tanto inutile quanto meschino? Forse è proprio questo l’aspetto più inquietante. Non il furto in sé, ma l’assenza di qualsiasi freno morale. I vecchi ladri di polli, almeno, cercavano qualcosa che potesse sfamare. Oggi c’è chi ruba perfino la solidarietà. E questa, più che una notizia di cronaca, è una sconfitta per tutti.