Imballaggi, nuove regole Ue: in Piemonte coinvolte oltre 40mila imprese artigiane
Economia
2 Settembre 2026
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11:51 Logo Newsguard
Il provvedimento

Imballaggi, nuove regole Ue: in Piemonte coinvolte oltre 40mila imprese artigiane

Dal 12 agosto prime disposizioni del nuovo Regolamento europeo Ppwr. Confartigianato Piemonte teme più burocrazia e costi: «Per le microimprese sarà difficile orientarsi»

TORINO –  Nuove regole europee per imballaggi e rifiuti di imballaggio, con oltre 40mila imprese artigiane piemontesi potenzialmente interessate. Dal 12 agosto sono entrate in applicazione le prime disposizioni del nuovo Regolamento europeo Ppwr, aprendo una fase di adeguamento che coinvolge numerosi settori produttivi.

La nuova disciplina interessa, tra gli altri, alimentare, legno-arredo, moda, cosmetica, meccanica e numerose attività manifatturiere. Non tutte le aziende saranno però soggette agli stessi obblighi. Gli adempimenti dipenderanno dalla tipologia di imballaggio, dal mercato di destinazione, dalle modalità di vendita e dal ruolo dell’impresa nella filiera.

Il quadro normativo riguarda infatti gli imballaggi dei prodotti destinati al mercato nazionale, quelli autoprodotti, le esportazioni e le confezioni utilizzate per le vendite a distanza verso altri Paesi dell’Unione europea.

Confartigianato: «Rischio nuovi oneri»

Per le aziende diventa centrale verificare la conformità degli imballaggi, insieme alla documentazione tecnica e alle dichiarazioni previste. Aspetti che, secondo Confartigianato Imprese Piemonte, potrebbero pesare soprattutto sulle realtà più piccole.

«È opportuno che ogni impresa, in base alle sue dimensioni e al mercato di riferimento, si informi per individuare il proprio posizionamento nella filiera», spiega Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. L’obiettivo è comprendere quali obblighi ricadano direttamente sull’azienda e, in particolare, quando debba occuparsi delle dichiarazioni di conformità.

Felici evidenzia però la mancanza di atti delegati e norme tecniche e sottolinea le difficoltà che potrebbero incontrare le microimprese. «Sarà fondamentale che i rapporti tra imprese e fornitori siano chiari e che la documentazione necessaria sia facilmente disponibile».

Confartigianato esprime inoltre dubbi sulla capacità delle nuove norme di garantire condizioni omogenee tra aziende europee ed extra-Ue. E teme che gli obiettivi di sostenibilità possano tradursi in ulteriore burocrazia e maggiori costi per le imprese.

Pfas, nuove regole per gli imballaggi alimentari

Un capitolo specifico riguarda il settore alimentare. Dal 12 agosto sono scattati infatti limiti alla presenza di Pfas negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti. Il Regolamento Ue 2025/40 ne vieta l’immissione sul mercato quando le concentrazioni raggiungono o superano le soglie previste.

«Per il settore alimentare il packaging non è semplicemente una confezione – osserva Felici –. È parte integrante della sicurezza del prodotto, della sua conservazione e della qualità con cui arriva al consumatore».

Per Confartigianato diventa quindi essenziale che i fornitori mettano a disposizione delle piccole aziende garanzie e documentazione sulla conformità dei materiali. Evitando che controlli e verifiche tecniche ricadano interamente sulle microimprese.

Più attenzione anche per chi vende online

Le nuove disposizioni interessano anche l’e-commerce, soprattutto quando le imprese effettuano vendite verso altri Paesi dell’Unione europea. Per gli artigiani che utilizzano il commercio elettronico sarà necessario prestare maggiore attenzione alla quantità e alla tipologia degli imballaggi impiegati nelle spedizioni. Obiettivo, ridurre confezioni sovradimensionate e materiali non necessari.

Secondo Confartigianato Piemonte, le maggiori ripercussioni potrebbero riguardare soprattutto le aziende più strutturate e quelle che operano sui mercati esteri.

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