Alessandria, il 12,1% degli imprenditori ha almeno 70 anni: allarme ricambio
Economia
10 Settembre 2026
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Imprese

Alessandria, il 12,1% degli imprenditori ha almeno 70 anni: allarme ricambio

La provincia è seconda in Piemonte per incidenza di titolari over 70. Cna in dieci anni le imprese giovanili piemontesi sono diminuite del 19,4%. «Il passaggio generazionale non è più rinviabile»

ALESSANDRIA – Il 12,1% dei titolari d’impresa individuale della provincia di Alessandria ha almeno 70 anni. Un’incidenza che colloca l’Alessandrino al secondo posto in Piemonte, dietro soltanto ad Asti. E porta in primo piano il problema del ricambio generazionale nel tessuto produttivo.

Il dato emerge dal dossier Cna “Imprese senza ricambio”. Complessivamente in Piemonte sono 19.548 i titolari di imprese individuali con almeno 70 anni, pari all’8,4% del totale. Dieci anni fa erano 17.489: in un decennio, dunque, sono aumentati di oltre duemila.

Il fenomeno procede parallelamente alla riduzione della componente più giovane. Tra il 2014 e il 2024 le imprese giovanili piemontesi sono scese da 45.305 a 36.530, con 8.775 attività in meno, pari a un calo del 19,4%.

Alessandria seconda in Piemonte

Le differenze tra le province sono marcate. L’incidenza più elevata di imprenditori over 70 si registra ad Asti con il 12,5%, seguita da Alessandria con il 12,1% e Cuneo con l’11,8%. Seguono Vercelli all’8,6%, Biella al 7,8%, Verbano-Cusio-Ossola al 7%, Torino al 6,5% e Novara al 6,1%. La media piemontese, pari all’8,4%, rimane comunque inferiore a quella nazionale del 10,7%.

A rendere più difficile il ricambio contribuisce anche la demografia: la popolazione piemontese tra 20 e 39 anni è passata da oltre 939mila a circa 886mila persone.

Cna: «Rischiamo di perdere competenze costruite in decenni»

«Il passaggio generazionale sta diventando una delle questioni centrali per il futuro del sistema produttivo piemontese», sottolinea Giovanni Genovesio, presidente di Cna Piemonte.

Il rischio, secondo l’associazione, non riguarda soltanto la chiusura delle singole attività. Quando un’azienda sana non trova qualcuno disposto o nelle condizioni di proseguirla, possono andare persi posti di lavoro, relazioni economiche e competenze maturate in decenni di attività. Un problema particolarmente evidente nell’artigianato, dove esperienza e conoscenza del mestiere costituiscono spesso una parte decisiva del valore aziendale.

Cna propone quindi di favorire l’incontro tra imprenditori prossimi al ritiro e potenziali successori, anche al di fuori della famiglia. Facilitando  così trasferimento delle competenze, accesso al credito e strumenti finanziari e fiscali.

«Dobbiamo creare le condizioni perché rilevare un’impresa diventi per un giovane un’opportunità concreta», aggiunge Delio Zanzottera, segretario regionale di Cna Piemonte.

Intelligenza artificiale, il passaggio diventa ancora più urgente

A rendere la questione ancora più pressante è la trasformazione tecnologica. Per Cna, intelligenza artificiale e digitalizzazione stanno modificando rapidamente produzione, organizzazione aziendale e mercati. Rendendo quindi insufficiente pensare alla successione soltanto quando l’imprenditore arriva alla fine della propria carriera.

L’obiettivo dovrebbe essere creare una fase di convivenza tra generazioni. Da una parte esperienza, conoscenza del mercato e capacità produttiva, dall’altra competenze digitali e maggiore familiarità con le nuove tecnologie. «La sfida non è scegliere tra tradizione e innovazione, ma riuscire a trasferire la prima dentro la seconda», concludono Genovesio e Zanzottera.

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