Export, il Medio Oriente frena il Piemonte: -22% per le piccole imprese
Economia
12 Settembre 2026
ore
16:23 Logo Newsguard
Il report

Export, il Medio Oriente frena il Piemonte: -22% per le piccole imprese

Confartigianato segnala il calo delle vendite nei settori a maggiore presenza di micro e piccole aziende tra marzo e giugno. Felici: «Servono diversificazione dei mercati e sostegni»

ALESSANDRIA – La crescita complessiva dell’export piemontese nasconde un fronte decisamente più problematico. Quello delle vendite verso il Medio Oriente nei comparti a maggiore presenza di micro e piccole imprese. Secondo i dati diffusi da Confartigianato Imprese Piemonte, nei quattro mesi compresi tra marzo e giugno 2026 le esportazioni regionali di questi settori verso l’area sono diminuite del 22%.

Un arretramento che l’associazione collega alle tensioni e al conflitto in Medio Oriente e che interessa filiere importanti anche per il tessuto produttivo piemontese. Comemacchinari, apparecchiature elettriche, metallurgia, mobili, sistema pelle e altre produzioni manifatturiere.

Il dato piemontese risulta più negativo di quelli indicati per Lombardia (-12,5%) ed Emilia-Romagna (-19,9%), mentre la Toscana registra una contrazione ancora maggiore, pari al 28,5%.

I mercati del Golfo tra quelli più colpiti

Particolarmente difficile, secondo Confartigianato, è stato l’andamento sui mercati del Golfo. Ad esempio, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Qatar, Kuwait, Oman e Bahrein, destinazioni diventate negli ultimi anni rilevanti per diverse produzioni italiane ad alto valore aggiunto.

«Non siamo davanti a una semplice frenata congiunturale. La geopolitica sta entrando direttamente nelle nostre filiere produttive», sostiene Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. Secondo Felici, il -22% mostra quanto anche le piccole aziende siano ormai integrate nei mercati internazionali e quindi esposte alle conseguenze economiche delle crisi geopolitiche.

«Le piccole imprese non possono essere lasciate sole di fronte alla combinazione di calo della domanda, costi energetici e maggiore incertezza».

Moda e pelle soffrono a livello nazionale

Il problema non riguarda soltanto il Piemonte. A livello nazionale, nei settori manifatturieri caratterizzati da una maggiore presenza di micro e piccole imprese, l’export verso il Medio Oriente ha raggiunto 7,7 miliardi di euro nei dodici mesi terminati a giugno 2026. Nei quattro mesi considerati da Confartigianato, però, le esportazioni sono diminuite complessivamente del 17,3%.

A soffrire maggiormente è la moda, con un -33,7%, mentre pelletteria e prodotti in pelle registrano -44,1%. I mobili arretrano del 14,4% e l’alimentare del 7,7%. In controtendenza i prodotti in metallo, che segnano +2,3%.

Numeri che assumono particolare interesse anche per una provincia come Alessandria. Caratterizzata dalla presenza di distretti manifatturieri e produzioni ad alto valore aggiunto, a partire dal comparto orafo di Valenza.

«Diversificare i mercati»

Confartigianato chiede quindi interventi capaci di aiutare soprattutto le aziende di minori dimensioni a gestire una fase di maggiore instabilità. Felici critica inoltre quello che definisce lo scarso peso dell’Unione Europea nello scenario internazionale e sollecita un rafforzamento dell’azione italiana. Sul piano economico, la strada indicata è quella della diversificazione dei mercati di destinazione, accompagnata da sostegni alle imprese.

«Differenziare non significa rinunciare ai mercati mediorientali – conclude Felici –. Ma rafforzare la capacità di presidiare più destinazioni. Riducendo la vulnerabilità alle crisi geopolitiche e creando nuove opportunità per il Made in Piemonte».

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