Piemonte, Coldiretti: «Sette Comuni su dieci contro i cibi ultraformulati»
Secondo l’associazione agricola, circa il 70% dei 1.180 Comuni piemontesi ha approvato una delibera sul tema. Brizzolari e Rivarossa: «Investire nella prevenzione significa investire nel futuro»
ALESSANDRIA – Circa il 70% dei 1.180 Comuni piemontesi avrebbe già deliberato contro i cibi ultraformulati. È il dato diffuso da Coldiretti Piemonte. Che prosegue la propria campagna di sensibilizzazione sull’alimentazione e punta ora a coinvolgere la totalità delle amministrazioni comunali della regione.
L’iniziativa si inserisce nel progetto “Campagna Amica per la Salute”, promosso da Coldiretti insieme a Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia. Il tutto, nell’ambito di un patto nazionale tra agricoltori e medici dedicato alla prevenzione e alla promozione di corretti stili alimentari.
La campagna negli ospedali piemontesi
Lo scorso 10 luglio, Coldiretti Piemonte aveva organizzato iniziative in cinque ospedali della regione, con mercati contadini, laboratori, incontri e distribuzione di prodotti freschi. Al centro della campagna c’è il consumo di alimenti ultraformulati. Coldiretti richiama recenti studi scientifici che hanno associato un elevato consumo di questi prodotti a numerosi esiti negativi per la salute e insiste sulla necessità di promuovere una maggiore consapevolezza nelle scelte alimentari.
L’associazione riferisce inoltre che il 97% degli italiani considera un’alimentazione sana essenziale per la prevenzione di patologie come diabete, malattie cardiovascolari e obesità.
«Vogliamo arrivare a tutti i Comuni»
«Una decisione, quella della stragrande maggioranza dei Comuni piemontesi e della Regione, che va nella direzione del 97% degli italiani che pensano che mangiare in modo sano sia essenziale per prevenire le malattie», dichiarano Cristina Brizzolari, presidente di Coldiretti Piemonte, e Bruno Rivarossa, delegato confederale. L’obiettivo dichiarato dall’organizzazione è proseguire il confronto con le amministrazioni che non hanno ancora adottato iniziative analoghe.
«Investire nella prevenzione significa investire nel futuro del Paese – aggiungono Brizzolari e Rivarossa – e difendere la salute dei cittadini vuol dire anche garantire piena trasparenza sull’origine degli alimenti». Coldiretti collega quindi la propria campagna anche alla richiesta di una maggiore trasparenza delle filiere alimentari e alla valorizzazione delle produzioni agricole italiane.