Centri storici, primo sì alla ‘legge Molinari’ (Lega): più poteri ai Comuni per tutelare le botteghe
ROMA – Più strumenti ai Comuni per tutelare le botteghe storiche, valorizzare l’artigianato e contrastare la desertificazione commerciale dei centri cittadini. È l’obiettivo della proposta di legge presentata dal capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, approvata oggi, giovedì 22 ottobre, in prima lettura a Montecitorio.
Provvedimento dedicato all’istituzione e alla disciplina delle zone del commercio nei centri storici. Epunta a rafforzare il ruolo delle amministrazioni comunali nella gestione delle attività economiche presenti nelle aree di particolare pregio storico.
Più autonomia ai sindaci
Secondo quanto illustrato dai deputati leghisti Riccardo Molinari e Alberto Luigi Gusmeroli, presidente della commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera, la proposta consentirebbe ai Comuni di delimitare specifiche zone di valore storico e introdurre misure per tutelarne le caratteristiche commerciali e artigianali.
Tra gli strumenti previsti figurano la possibilità di vietare determinate attività considerate incompatibili e stabilire distanze minime tra esercizi. Oltre a regolamentare gli orari, con l’obiettivo dichiarato di salvaguardare il decoro urbano e la vivibilità. Un ruolo centrale sarebbe inoltre riservato alla collaborazione tra amministrazioni pubbliche, operatori economici e associazioni di categoria.
«Le botteghe sono memoria e sicurezza»
«Un centro storico svuotato delle sue botteghe diventa soltanto un contenitore vuoto a uso e consumo del turismo mordi-e-fuggi», sostengono Molinari e Gusmeroli. Per i due parlamentari, la tutela delle attività tradizionali rappresenta anche un modo per sostenere il lavoro artigiano e la produzione italiana.
«Le nostre botteghe non sono solo vetrine, ma lanterne di sicurezza e memoria che si fa futuro», aggiungono. Sottolineando la necessità di contrastare il progressivo impoverimento commerciale dei centri cittadini. La proposta di legge, approvata soltanto in prima lettura, dovrà ora completare il percorso parlamentare prima di poter entrare in vigore.