Tortona: uccide la figlioletta, mamma davanti al Gip
Dopo la tragedia che ha sconvolto la città, stamane é attesa l’udienza di convalida che dovrà decidere sulla misura cautelare.
TORTONA – Mentre la città fa i conti con il dramma accaduto nella notte tra giovedì e venerdì, la magistratura dovrà chiarire cos’é successo, stabilire la dinamica e perché la donna, di origini russe, 38 anni, ha ucciso la sua bambina.
Questa mattina é previsto l’interrogatorio di garanzia, davanti al GIP Riccardo Ghio. La donna è assistita dall’avvocato Federica Tartara. La donna, in stato di fermo e tradotta nel carcere di Vercelli già ieri, è sotto shock. Una tragedia che sembra affondare le sue radici in una situazione di isolamento sociale, solitudine e disperazione. La donna non aveva riferimenti familiari sul territorio, ed era in atto una separazione conflittuale con l’ex compagno, italiano.
I sigilli sulla porta
Davanti alla palazzina di social housing in via Baluardo, a due passi dai mattoni a vista della chiesa di Santa Maria Canale, il viavai delle prime ore del giorno ha lasciato posto al silenzio.
Sulla porta dell’appartamento al primo piano spiccano i nastri bianchi e rossi e i sigilli giudiziari apposti dai Carabinieri. Gli specialisti della Sezione Investigazioni Scientifiche hanno lavorato a lungo sul posto per congelare ogni elemento probatorio utile a chiarire l’esatta successione degli eventi, coordinati dalla Procura che mantiene il riserbo più assoluto.
I rilievi all’alba e le ore decisive della notte
I contorni temporali dell’accaduto iniziano a farsi più definiti. La richiesta d’aiuto è giunta al centralino delle emergenze intorno all’una e quaranta, ma chi indaga sospetta che l’omicidio risalga a diverse ore prima. Secondo le ricostruzioni al vaglio degli inquirenti, la donna, cittadina trentenne di origini russe, avrebbe colpito la figlioletta di appena tre anni utilizzando un coltello da cucina.
Cosa abbia spinto una mamma ad uccidere la sua bambina è ancora da chiarire.
Tra le ipotesi quella di una contesa sull’affidamento ancora aperta: sembra che la donna non detenesse la custodia esclusiva e proprio il giorno prima della tragedia si era tenuta in tribunale un’udienza cruciale, legata all’eventuale percorso di riavvicinamento al padre della bambina dopo le pregresse denunce per violenza domestica sporte dalla donna.
La voce del quartiere
Tra i residenti e i commercianti della zona, la notizia ha lasciato spazio solo a un dolore attonito. Chi incrociava la madre e la piccola per strada o nei negozi di vicinato fatica a sovrapporre l’immagine della tragedia a quella della quotidianità. C’è chi descrive la donna come una figura pacata, sempre attenta e protettiva verso la figlia: «Era una persona tranquilla, la bimba le stava sempre vicina. Non l’ho mai vista sgridarla una sola volta. Quando entravano, la piccola era felicissima, prendeva i giocattoli e cominciava a giocare mentre la mamma la controllava con lo sguardo. Nessuno avrebbe mai potuto pensare a una cosa simile». Un altro vicino si sofferma sul ricordo della bambina, definendola «molto socievole, sempre sorridente con quei riccioli biondi».
Il sindaco di Tortona: «Una comunità ferita a morte»
Nelle stesse ore in cui il vicinato cerca spiegazioni impossibili da trovare, anche palazzo civico ribadisce la propria vicinanza e il dolore per quanto accaduto. Il sindaco Federico Chiodi ha espresso la costernazione dell’intera amministrazione: «La città è scioccata per quanto è avvenuto, siamo terribilmente colpiti dalla morte di una bambina così piccola. La famiglia viveva in un alloggio di social housing ed eravamo intervenuti per cercare di alleviare le difficoltà economiche. Nulla, tuttavia, lasciava presagire la presenza di altre problematiche, al di là di quella economica, in particolare di natura psicologica, che potessero portare a un gesto del genere».