Beata Chiara Badano, la ragazza che trasformò la sofferenza in luce
Società
Marcello Feola   
29 Ottobre 2026
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Santo del giorno

Beata Chiara Badano, la ragazza che trasformò la sofferenza in luce

Mortа a soli 18 anni dopo una grave malattia, la giovane di Sassello è diventata un simbolo di fede e speranza. La sua storia continua a parlare soprattutto ai giovani

ALESSANDRIA – Il 29 ottobre la Chiesa ricorda la Beata Chiara Badano, conosciuta come ‘Chiara Luce’. Una giovane piemontese che ha lasciato una testimonianza di fede e coraggio nonostante una vita interrotta a soli 18 anni.

Nata il 29 ottobre 1971 a Sassello, in provincia di Savona, Chiara cresce in una famiglia profondamente cristiana. A nove anni entra nel Movimento dei Focolari e aderisce al movimento giovanile Gen, maturando una spiritualità fondata sull’amore verso gli altri e sulla volontà di mettere Dio al centro della propria vita.

Una fede vissuta ogni giorno

Chiara è una ragazza vivace, amante dello sport e delle amicizie. Non considera la fede qualcosa da esibire, ma un’esperienza da tradurre nei comportamenti quotidiani.

A un’amica che le chiede perché non parli più spesso di Gesù, risponde con una frase destinata a diventare significativa nella sua testimonianza: «Non conta tanto parlare di Dio, io devo dare Dio».

La diagnosi a 17 anni

Nell’estate del 1988, un forte dolore alla spalla sinistra segna l’inizio della malattia. Gli esami rivelano un osteosarcoma, un tumore osseo particolarmente aggressivo, già in fase avanzata.

Chiara affronta interventi chirurgici e cure dolorose, senza perdere la propria fede. Dopo un’operazione, pronuncia parole che riassumono il suo atteggiamento davanti alla sofferenza: «Se lo vuoi, Gesù, lo voglio anch’io».

Consapevole della gravità della situazione, affida alla Madonna una preghiera nella quale chiede la guarigione oppure la forza per non arrendersi.

Il pensiero per i genitori

Anche durante la malattia, Chiara continua a preoccuparsi delle persone che ama. In un giorno di San Valentino organizza una serata fuori per i genitori, invitandoli a dedicarsi del tempo insieme.

È un gesto semplice, ma significativo, con il quale sembra volerli preparare al futuro.

La sua serenità colpisce quanti le stanno accanto. Chiara Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari, riconosce nella giovane una particolare luminosità spirituale e la chiama ‘Chiara Luce’.

La morte e la beatificazione

Chiara muore il 7 ottobre 1990, a soli 18 anni. Tra le ultime parole rivolte alla madre, una frase che racchiude la sua straordinaria serenità: «Mamma, sii felice, perché anch’io lo sono. Ciao». Il 25 settembre 2010 viene proclamata beata a Roma.

La sua memoria liturgica ricorre il 29 ottobre, giorno della nascita, e la sua testimonianza continua a essere un riferimento per tanti giovani che trovano nella sua storia un messaggio di speranza, amore e fiducia.

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