La movida, la paura e il patto per il centro: il sindaco risponde
A tre settimane dalla rissa e dalla fuga folle in auto tra i tavolini, il primo cittadino interviene in aula: controlli congiunti, telecamere e l'ipotesi pilomat per tutelare residenti, locali e ragazzi senza cedere alla logica delle chiusure facili.
TORTONA – La memoria corre a quel sabato sera di tre settimane fa, quando il cuore pulsante della movida di Tortona si è trasformato all’improvviso nella scena di un film da dimenticare. Grida, una zuffa improvvisa tra decine di persone e poi quel rombo sordo di un’automobile lanciata a tutta velocità in una fuga disperata tra la folla, sfiorando i passanti e lasciando dietro di sé bicchieri infranti, sedie rovesciate e un profondo senso di sgomento. Piazza Duomo, il salotto buono della città, ha trattenuto il respiro. Un episodio pesante, che ha toccato i nervi scoperti della comunità e sul quale il sindaco Federico Chiodi ha voluto prendere la parola in consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione dell’opposizione con un discorso intriso di realismo, lucidità e un sincero moto d’orgoglio per la propria città.
Il valore di una piazza viva
L’intervento del primo cittadino non cerca scappatoie burocratiche, ma sceglie di guardare dritto negli occhi una piazza complessa e vitale. «Chi ha la mia età ricorderà bene che fino a una ventina di anni fa Tortona rappresentava un luogo di passaggio o poco più per i giovani, che preferivano frequentare altre località a noi vicine al sabato sera», ha rimarcato Chiodi con un pizzico di nostalgia generazionale, evidenziando il cambio di passo di questi anni. «Oggi Tortona è un luogo evidentemente più attrattivo per i giovani e il merito è anche delle attività private che hanno un’offerta più invitante rispetto ai nostri tempi».
Una conquista sociale prima ancora che commerciale: il centro storico è tornato a pulsare, animato non solo dai ragazzi nei bar ma anche da adulti e famiglie che scelgono la ristorazione d’eccellenza del borgo antico. Proprio per questo, la notte di caos ha fatto ancora più male: «L’episodio della rissa sfociata nella fuga in auto da parte di uno dei coinvolti ha sicuramente messo in allarme la cittadinanza e, vi confermo, anche l’Amministrazione e le forze dell’ordine».
Il patto con la Prefettura e la stretta sui controlli alla movida
Davanti a quella ferita la reazione istituzionale è stata immediata. Il sindaco ha ricordato il tavolo urgente convocato in Prefettura ad Alessandria con Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza: un coordinamento che ha già restituito i primi frutti sul campo, come dimostra la ritrovata serenità delle ultime due settimane. Le pattuglie hanno intensificato i presidi notturni, controllando con rigore il rispetto degli orari di chiusura degli esercizi. Dal canto suo, il Comune ha annunciato il ripristino dei turni serali della Polizia Locale non appena rientrerà lo stato di agitazione sindacale, insieme a ordinanze mirate concordate con la Prefettura.
Un lavoro corale per proteggere chi vuole vivere la sera in pace, allontanando chi scambia la movida per una zona franca di prepotenza e illegalità.
Oltre la viabilità: la sfida dell’equilibrio
Il primo cittadino ha voluto però sgomberare il campo dalle illusioni: «Quanto avvenuto in piazza Duomo non va considerato un semplice problema viabilistico ma una questione attinente alla sicurezza e che come tale va trattato. Pensare di risolverlo chiudendo l’accesso alle auto appare francamente semplicistico».
Bloccare l’accesso con una transenna improvvisata in corso Leoniero non risolverebbe nulla. L’amministrazione, che sul tema aveva aperto un confronto tecnico già prima della discussione in aula, sta vagliando opzioni strutturate ma impegnative: dai varchi elettronici con telecamere ZTL fino all’ipotesi più avanzata e costosa di un pilomat a scomparsa, capace di sbarrare la strada senza intralciare i mezzi di soccorso. Senza dimenticare il nodo dei 46 posti auto della piazza, fondamentali per chi abita e frequenta la zona, data la cronica saturazione dei parcheggi vicini da piazza San Rocco al Lavello.
L’obiettivo di fondo resta custodire quell’equilibrio prezioso tra il diritto alla tranquillità dei residenti, il lavoro dei gestori e la voglia di socialità delle nuove generazioni, affinché piazza Duomo continui a essere un punto d’incontro e mai un teatro di paura.