Viguzzolo, il picchetto blocca lo sfratto: la protesta passa al Cisa
Cronaca
Marco Gotta   
5 Novembre 2026
ore
11:59 Logo Newsguard
emergenza casa

Viguzzolo, il picchetto blocca lo sfratto: la protesta passa al Cisa

Mobilitazione per un nucleo con tre figli in graduatoria per morosità incolpevole: ottenuto l'impegno a un tavolo di confronto

VIGUZZOLO – La mobilitazione degli attivisti ha fermato, almeno temporaneamente, l’esecuzione di sfratto programmata nella mattinata odierna a Viguzzolo. La presenza e il presidio dei solidali del Comitato di Lotta per la Casa hanno consentito di strappare un rinvio a metà gennaio per la famiglia Lassad, nucleo composto da cinque persone – i due genitori e tre figli, tra cui un minorenne.

Il picchetto mattutino a Viguzzolo e lo slittamento dell’esecuzione

Un rinvio che tuttavia non placa la preoccupazione degli attivisti. «La famiglia Lassad non può più aspettare: chiediamo con forza che la casa per cui sono regolarmente inseriti in graduatoria venga assegnata entro Natale», fanno sapere gli esponenti del Comitato al termine del picchetto, evidenziando come una proroga di poche settimane non rappresenti un traguardo sufficiente a scongiurare il dramma.

Momenti di tensione e carabinieri negli uffici del Cisa

Conclusa l’azione sul posto a Viguzzolo, il gruppo di manifestanti e i componenti della famiglia si sono spostati a Tortona, raggiungendo la sede del Consorzio Intercomunale Socio Assistenziale. All’interno degli uffici del Cisa il clima si è fatto rapidamente acceso: si sono registrati attimi di forte tensione che hanno richiesto l’intervento sul posto dei carabinieri per riportare la calma. La trattativa serrata ha comunque sbloccato una prima apertura istituzionale, concretizzatasi nell’impegno formale a un incontro chiarificatore per esaminare la pratica abitativa.

«Vogliamo che sia chiaro al Comune, ai proprietari dell’immobile e ai servizi sociali: rimandare lo sfratto in pieno inverno non è affatto una soluzione», incalzano con fermezza i referenti della mobilitazione, rimarcando il rischio concreto di lasciare una famiglia senza riparo nei mesi più freddi dell’anno.

Dalla morosità incolpevole al nodo burocratico

La parabola della famiglia Lassad ricalca una dinamica purtroppo frequente nelle cronache del disagio economico locale. A innescare la caduta è stato un licenziamento, da cui sono scaturite crescenti difficoltà a sostenere il canone d’affitto fino a far scattare una morosità che lo stesso Comune ha formalmente certificato come «incolpevole». Tale riconoscimento ha portato all’iscrizione della famiglia nelle liste dell’Emergenza Abitativa per accedere a un alloggio pubblico che spetterebbe di diritto, ma che le lungaggini e i ritardi dell’apparato burocratico continuano a tenere bloccato.

«Continueremo a far vincere la solidarietà concreta», conclude la nota del Comitato di Lotta per la Casa, assicurando che la guardia resterà alta anche nelle prossime settimane: «Il nostro lavoro prosegue sul campo senza sosta, con un solo obiettivo: nessuno deve rimanere fuori casa».

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