Rsa in Piemonte, M5S: «Oltre 12mila anziani in attesa, Cirio dia risposte»
Unia, Disabato e Coluccio attaccano il presidente della Regione sul nuovo modello di assistenza e annunciano un'interrogazione sui non autosufficienti classificati come “differibili”
TORINO – Il Movimento 5 Stelle torna all’attacco della Giunta Cirio sul tema dell’assistenza agli anziani non autosufficienti e dell’accesso alle Rsa. I consiglieri regionali Alberto Unia, Sarah Disabato e Pasquale Coluccio contestano gli annunci sul nuovo modello assistenziale presentato dal presidente Alberto Cirio e chiedono risposte sulla situazione attuale.
Al centro dell’intervento ci sono i dati citati dai consiglieri e attribuiti alla Fondazione Promozione Sociale. Le persone in attesa di accedere a una Rsa con la quota sanitaria a carico del servizio pubblico sarebbero salite a 12.148, rispetto alle 11.616 dello scorso dicembre. «Prima di fare proclami di qualsiasi tipo – affermano gli esponenti M5S – cercheremmo di dare spiegazioni su quanto non sta funzionando oggi».
Il nodo degli anziani “differibili”
Particolare attenzione viene posta sulla classificazione degli anziani non autosufficienti come “differibili”. Secondo i dati riportati dal Movimento 5 Stelle, nel 2025 questi casi sarebbero aumentati del 75%, raggiungendo quota 7.400.
I tre consiglieri citano inoltre forti differenze territoriali, con incrementi che arriverebbero al 612% a Torino, al 168% nel Cuneese, al 977% nel Verbano-Cusio-Ossola e al 7.775% a Novara. Secondo Unia, Disabato e Coluccio, la conseguenza è che persone con gravi difficoltà rimangono senza la copertura della quota sanitaria, mentre sulle famiglie può ricadere il peso delle rette.
Un’interrogazione in Consiglio regionale
Il Movimento 5 Stelle annuncia quindi la presentazione di un’interrogazione in Consiglio regionale, a prima firma Alberto Unia. Obiettivo, chiedere quali verifiche la Regione abbia effettuato o intenda effettuare sulle ragioni dell’incremento degli anziani non autosufficienti classificati come differibili dalle Asl piemontesi.
La presa di posizione arriva dopo l’annuncio di Cirio del modello sintetizzato con la formula “un posto in Rsa e cinque a domicilio”. «Prima di chiedere fiducia su un modello futuro, Cirio deve rendere conto di cosa accade oggi», sostengono i consiglieri pentastellati.
Unia, Disabato e Coluccio condividono infine la definizione del sostegno agli anziani come «obbligo morale», utilizzata dal presidente della Regione. Ma aggiungono: «Vale anche per chi è in lista d’attesa oggi, non solo per chi beneficerà di futuri modelli di assistenza».